La psichiatra
Chi ha paura dell'uomo nero? Wulf Dorn - già autore di racconti horror e qui al suo primo romanzo - si cimenta con una delle paure ancestrali per eccellenza, un archetipo del terrore che ispira da sempre cinema e letteratura, dal Lupo cattivo fino a Freddy Krueger. L'autore ha lavorato per diversi anni negli ospediali psichiatrici come logopedista e la sua esperienza si sente tutta, ma traspare anche da questa vicenda velata di terrore e traumi infantili, il suo amore per il genere horror che contribuisce a far crescere vaghi sensi di inquitudine anche nel lettore più coriaceo. Le favole che incantano i bambini possono ricovenvertirsi in incubi inimmaginabili e su questo originale presupposto che ruota il thriller di Dorn, sapientemente condito di termini tecnici fruibili anche da chi non frequenta congressi psichiatrici ma solo l'enciclopedia medica in bella vista nella libreria del salotto. Il meccanismo «psicologico» del ribaltamento medico-paziente è davvero interessante e il viaggio nella follia di Ellen Roth - una donna che, nelle migliori tradizioni dello psico-thriller non è come sembra - regge egregiamente ritmo e tensione fino al crescendo dei classici colpi di scena finali. Il thriller di matrice nordica sembra aver ancora molto da raccontare ai suoi voraci lettori e le donne a quanto pare ne sono le incontrastate protagoniste: il personaggio di Ellen riesce a catturare l'attenzione dalla prima all'ultima pagina e la sua storia surreale e coinvolgente riesce a sciogliere ogni preconcetto su un presunto gelo femminile tutto teutonico.
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