Quello che importa è grattarmi sotto le ascelle

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Fernanda Pivano intervista Charles Bukowski nella sua villetta di Marina del Rey, in California. I ricordi, le idiosincrasie, le ironie, i gusti letterari, le donne, il gioco e l’alcool sono gli argomenti di una chiacchierata con uno dei miti della letteratura del ‘900...

Pubblicata da SugarCo nel 1982 e ormai introvabile, viene ristampata nella Universale Economica di Feltrinelli questa intervista (risalente al 1980) che Bukowski concesse alla musa italica del Beat nella sua villetta (“comprata per non pagare le tasse”, come spiega lo scrittore durante la conversazione, come del resto la Bmw parcheggiata nel garage) californiana. La personalità di Bukowski, Hank per gli amici, è ovviamente il centro vorticante di queste cento pagine scarse, anche se il vulcanico scrittore si concede con una qualche riluttanza: durante la lettura è facile immaginarselo stravaccato sul divano che risponde – ora a monosillabi, ora con maggior generosità – alle domande della Pivano, tutte estremamente influenzate dalla temperie culturale del finire degli anni ’70 in Europa (ricorrono i temi del femminismo, della spiritualità, dell’impegno politico pur se in senso lato, degli happening, etc.) e un po’ ‘fuori sincrono’ rispetto all’atteggiamento disincantato, tollerante fino al menefreghismo, del tutto ‘disimpegnato’ di Bukowski, che addirittura, in uno dei momenti più vitali dell’intervista, svela che a scuola si dava arie da nazista per puro spirito di polemica contro l’unanimismo col quale ci si avviava all’epoca all’intervento americano nella II Guerra mondiale. Altri passaggi estremamente divertenti sono quelli nei quali Hank spara i suoi giudizi sui suoi colleghi scrittori, tra i quali salva sostanzialmente solo John Fante (nella riscoperta del quale lui stesso ebbe un ruolo decisivo spingendo il suo editore a ristamparlo nonostante la generale indifferenza) ed il primissimo Hemingway. Completano il quadro una interessante introduzione di Fernanda Pivano e alcuni aneddoti autobiografici dello scrittore di origini tedesche già noti ma comunque piacevoli. 

 

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