Per sempre vostro

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uno
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Per sempre vostro
Emilio Rivolta era un po’ che voleva farlo. Scivolato neanche lui sa bene come tra i meandri di un settimanale femminile a realizzare interviste insulse e patinate, ha accumulato ansia smorzata da psicofarmaci fino al giorno in cui decide di mandare al diavolo tutto, partendo dalla sua superiore. Peccato che anche la sua donna abbia deciso, più o meno in contemporanea, di ritrovare se stessa, lasciandolo. Per Emilio inizia così un periodo sentimentale e professionale da free-lance. Autoinvestitosi del ruolo di intervistatore dello sfuggente ed enigmatico regista Corrado Zappavigna, in procinto di essere coinvolto in uno scandalo di tangenti e scambi di favori, Emilio incrocia – ma sarebbe meglio dire fa incrociare- la sua strada con quella di una sua ex compagna di università e sua passione mai sopita: la splendida donna in carriera Iride Maestri, rivoluzionaria comunista da giovane e oggi confezionatrice di programmi strappalacrime e infarciti di casi umani, ovviamente campioni d’ascolto: l’unica insomma così inserita nel sistema, da potergli procurare facilmente un contatto con Zappavigna. E il contatto c’è, anche se non porta i benefici sperati, anzi porta davanti agli occhi ancora ingenui di Emilio delle verità crudeli anche se solo in parte inaspettate; dolorose ma forse proprio per questo, fondamentali per capire qualcosa in più sul lavoro di giornalista e sulla sua vita privata…
L’idea era buona. Un personaggio moralmente integro ma umano quanto basta (con le sue nevrosi e i suoi problemi quotidiani) che ha scoperto la vocazione per il giornalismo durante gli anni dell’università e ormai maturo inizia la sua lotta a tutto tondo contro un sistema marcio. Per il servilismo, per l’acquiescenza a certe regole commerciali, per la corruzione. Non un superman ma un uomo che cerca di fare il suo dovere e in un certo qual modo pare anche riuscirci. Il racconto è però confusionario: saranno gli psicofarmaci, ma Emilio Rivolta saltella di palo in frasca dai racconti dei suoi anni universitari e dei suoi primi approcci con Iride alla situazione attuale, senza nessun criterio apparente. Il personaggio principale inoltre non è così forte e delineato da reggere narrativamente il tema, pur interessante, della crisi del giornalismo - che qui sembra nient’altro che un contorno alle vicende personali di un pover’uomo: i comprimari, poi, sono appena accennati, sfuggenti, non aggiungono né tolgono niente al corso degli eventi che sembra svolgersi più nel flusso di pensieri di Emilio che in situazioni concrete. Insomma svolgimento faticoso da seguire, poco carattere e tema principale enunciato fin troppo chiaramente rispetto alla fumosità del risultato: e a fine lettura ci si accorge che se veramente si vuole riflettere su quanto sia caduto in basso il sistema d’informazione, si torna ad accendere la tv o a sfogliare il giornale per trovare qualcosa di più incisivo e sconvolgente.