La casa degli incontri

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La casa degli incontri
Nel periodo che va dalla fine della Seconda guerra mondiale alla morte di Stalin, due fratelli vengono arrestati in Unione Sovietica per presunte trasgressioni politiche, talmente irrisorie da essere al limite dell'immaginario, ed entrambi finiscono nello stesso campo di lavoro in Siberia. Si tratta di Lev, un poeta fragile, tranquillo e pacifista e del narratore (di cui non sappiamo il nome), un duro veterano di guerra, che durante il secondo conflitto mondiale non ha esitato a servirsi della violenza anche e soprattutto contro le donne. Nel tempo trascorso dall'arresto del fratello maggiore a quello di Lev, quest'ultimo si è sposato con Zoya, la giovane ebrea della quale entrambi erano innamorati. Nonostante le terribili condizioni del campo, i prigionieri possono godere di un privilegio concesso raramente: quello di ricevere una visita in una casetta denominata “la casa degli incontri”, nella quale il fortunato può riunirsi per una notte con la moglie o l'amante. Grazie alla sua perseveranza, Lev otterrà l'agognato permesso per  entrare nella casa dove riceverà Zoya, la sposa di un matrimonio ancora non consumato nonostante siano passati già otto anni dalle nozze. E quello che succederà in quella casa quella stessa notte marcherà per sempre il futuro di Lev, di suo fratello e di  Zoya...
Scritto sotto forma di una lunga lettera-memoriale che il narratore ormai ottantenne indirizza alla figlia, La casa degli incontri è libro esigente, complesso, solido, le cui pagine sembrano essere state scritte da un autore d'altri tempi, uno come Conrad, Nabokov, o Dostoevskij, per citare solo tre nomi ai quali Amis stesso dedica due righe nella pagina dei ringraziamenti. Il narratore “innominato” è l'archetipo dell'incubo sovietico, un veterano di guerra pieno di medaglie al valore che non si pente dei crimini commessi, e la sua confessione è tutto il contrario di un'apologia, indugiando ampiamente sugli orrori dei gulag e sulle miserie degli uomini. Sarebbe impreciso ridurre l'opera di Amis al racconto di un triangolo amoroso, ma indubbiamente si tratta di una storia d'amore, e per amore intendiamo varie forme in cui si manifesta questo sentimento. C'è un amore lascivo, impotente, ossessivo e misogino, che è allo stesso tempo anche frustrato ed eterno nella sua impossibilità finale. C'è un amore  ingenuo, infantile e paziente. E ancora: il filo conduttore è l'amore fraterno tra il narratore e il fratello Lev, suo protetto e rivale in amore. Un'opera che può entrare a pieni diritti nella categoria del romanzo storico, nella quale le ultime sei o sette decadi della storia russa vengono analizzate a fondo e presentate senza alcuna remora al lettore. Non sempre all'altezza delle intenzioni ambiziose, La casa degli incontri non è sicuramente una lettura facile, tanto per il linguaggio complesso quanto per l'enormità del tema trattato, ma si tratta indubbiamente di un libro interessante e potente su un periodo storico spesso trascurato dalla letteratura moderna.