Il Pacifico a remi

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Il Pacifico a remi
Dopo dieci mesi di navigazione in mezzo al Pacifico, spinto solo dalla forza delle sue braccia, Alex Bellini vede finalmente le coste dell'Australia. Partito dieci mesi prima da Lima, in Perù, Alex non può avere la soddisfazione di toccare terra per conto proprio perché, a causa delle condizioni del mare troppo pericolose, un rimorchiatore lo va a prendere a 120 chilometri dalle coste australiane. “Qualunque cosa succeda nella vita di un uomo, bella o brutta che sia, è la cosa migliore per lui in quel momento”: è l'ultimo messaggio che ha ricevuto da sua moglie Francesca, perciò non importa, perché adesso, mentre si sta facendo finalmente una doccia, mentre si guarda nello specchio del bagno, mentre odora i vestiti che sanno di pulito e si accorge di quanto sia diventato magro, proprio mentre fa tutto questo, sopra la nave che lo sta portando a toccare di nuovo terra, si rende conto che tra poco rivedrà finalmente sua moglie. La donna che per Alex Bellini è stata ancora e faro, quella che lo ha incoraggiato a partire nonostante avesse già attraversato l'Atlantico, la donna con la quale ha percorso in tandem il cammino di Santiago e che l'ha aiutato in tutti preparativi per affrontare il suo ultimo viaggio: dieci fusi orari, diciassettemila chilometri e quindici milioni di remate...
Come tutti i viaggiatori che si rispettino anche Alex Bellini, durante i suoi dieci mesi di viaggio in mezzo all'oceano Pacifico, ha tenuto un diario di bordo. Ed è proprio a partire da quegli appunti, per non affidare tutto alla sua memoria, che questo instancabile rematore ha costruito questo libro. Attenzione, non si tratta di un comune diario di viaggio! Non solo perché Bellini nella sua narrazione è tutt'altro che sintetico ma anche perché al racconto del viaggio (tra avventure e disavventure: il guasto del dissalatore, giorni di pioggia e di sole che brucia, dolori fisici) si alterna il racconto (scritto da lei?) di quello che la moglie Francesca viveva da terra. Non solo un romanzo d'avventura ma anche la storia di come possa sviluppare ed evolversi un rapporto forte intenso tra un uomo e una donna nonostante i chilometri di distanza a separarli. Talmente potente che il lettore, talvolta, ha la sensazione che a remare insieme ad Alex ci fosse anche la sempre presente Francesca. Una Penelope e un Ulisse alle prese con se stesso e la natura, tra pagine di grande lirismo e altre dove il ritmo si fa più concitato. Bellini trasporta il lettore con lui dentro la sua barca, proprio come ha fatto anche durante il viaggio grazie a internet e alla trasmissione in diretta radio. «Per circa trenta minuti ero stato seguito da un piccolo gommone con a bordo Francesca, sua mamma e alcuni soci del Club. Rimanevano a una distanza che mi era impossibile parlarle, se non a costo di urlare, del resto non c'era granché da dire. A un certo punto mi ero fermato, avevo lasciato che il gommone mi si avvicinasse e avevo fatto capire di tornare indietro. Eravamo a circa un miglio e mezzo dalla riva ed era ora che loro rientrassero. Avevo baciato Francesca un'ultima volta e mi ero messo ai remi. In quei secondi in cui io avevo ripreso la mia rotta vero ovest e lei la sua verso la terra mi era sembrato di percepire nell'aria, tra me e lei, tutta la solitudine e la tristezza che, da soli, avremmo vissuto prima del mio arrivo in Australia»: davvero dolce il naufragare nel mare di Alex Bellini.