Il cimitero di Praga
A distanza di trent’anni dal grande successo de Il nome della rosa, Umberto Eco ci consegna un nuovo avvincente romanzo storico, che ha tute le carte in regola per compiacere le aspettative del suo folto e affezionato pubblico dei lettori. L’intento appare quello di far rivivere, attorno alla figura immaginaria del protagonista principale, le vicissitudini di personaggi realmente vissuti lungo l’arco del secolo XIX, facendole interagire con gli eventi di ordine generale che interessarono la società europea del periodo e specialmente quella italiana. Anche in questo nuovo fluviale volume lo scrittore piemontese ha buon gioco - avvalendosi di una serrata conoscenza della materia storica mai disgiunta da una raffinata ironia - nel mettere in campo una documentazione approfondita e dettagliata sulla vita e l’ambiente storico dell’epoca, nel tratteggiare una minuziosa descrizione dei luoghi e del costume sociale fino nei suoi curiosi fenomeni marginali, senza trascurare il mondo popolare e furfantesco delle più sordide osterie. E proprio nelle divagazioni, prevaricanti rispetto all’intrigo romanzesco, risiede l’elemento di maggior fascino di un romanzo che ci sentiamo di raccomandare fortemente come fonte sicura di curiosità e di piacere.
Leggi l'intervista a Umberto Eco
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