Il castello dei Carpazi
Pubblicato nel 1892 a puntate sul Magasin d'Éducation et de Récréation, Il castello dei Carpazi è considerato un romanzo profetico da molti punti di vista: innanzitutto è ambientato in un lugubre castello della Transilvania - un set che solo cinque anni dopo Bram Stoker utilizzerà per il suo immortale Dracula – un'atmosfera della quale Jules Verne aveva intuito le grandi potenzialità letterarie. E poi contiene riferimenti continui a una serie di tecnologie che all'epoca dell'uscita erano utopia o comunque estrema avanguardia: ologrammi, trasmissione delle immagini, diffusione sonora amplificata (mentre il telefono era già stato inventato da qualche anno e il cinema muto è praticamente coevo al libro). Preveggenza tecnologica a parte, il romanzo è tra i meno riusciti di Verne: gli ingredienti gotici (il castello inaccessibile, i misteriosi fenomeni sonori e ottici che turbano le notti di chi si avventura nelle vicinanze) e ancor più quelli da feuilleton (la morbosa ossessione per la Stilla, il suo fato terribile) che potrebbero dare pepe al plot sono annacquati da ritmi lentissimi e farraginosi, dalla pochezza dei personaggi di contorno e da una bizzarra vena comica che spunta qua e là con esiti paradossalmente raggelanti.
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