A l'alfabetista
Romanzo d’esordio per il finlandese Torsten Petterson, docente di Letteratura all’università di Uppsala, poeta e scrittore. A L’alfabetista è il primo romanzo di una trilogia che dimostra l’ormai appurata tendenza dei paesi scandinavi a farsi portavoce di un genere, il thriller, che è diventato un marchio di fabbrica. Sarà per le fredde atmosfere finlandesi, già note per i fatti del lago di Bodom, dove nel 1960 quattro adolescenti furono brutalmente assassinati, sarà per la perizia dello scrittore, bravo a costruire un romanzo che si compone come un puzzle, disseminando le tessere che solo nel finale prendono forma, ma la lettura di A L’alfabetista si rivela avvincente sin dalle prime pagine, nelle quali il lettore viene scaraventato in medias res, in un delitto che all’apparenza non presenta elementi di novità rispetto ad altri romanzi di genere. Ma, come la realtà di “Matrix”, il plot viene frammentato e il lettore perde quelle poche certezze acquisite anche grazie alla struttura del romanzo che si presenta come un vero e proprio dossier redatto in prima persona dai protagonisti, compreso il serial killer. All’interno della trama trova spazio uno spaccato della società finlandese e del tarlo della prostituzione minorile, che assume un peso specifico nello svolgersi dei fatti. Malgrado il ritmo scorra a bassi regimi – e questa è un po’ la caratteristica comune dei thriller scandinavi – Torsten Pettersson ha il merito di aver costruito un romanzo coinvolgente che ruota intorno alla figura del commissario Lindmark e alla sua capacità di immedesimarsi nelle scene del delitto attraverso la mente del’assassino. E solo grazie a lui il lettore riesce a trovare le chiavi per uscire dal freddo dedalo del plot per trovarsi al cospetto del Cacciatore, l’alfabetista…
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