La vita di sogno di Suchanov

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La vita di sogno di Suchanov
Mosca, anni '80. Anatolij Pavlovi? Suchanov è il 56enne direttore della più influente riuvista d'arte sovietica, Arte del mondo. Da giovane è stato un artista ribelle affascinato dal jazz e dalla cultura occidentale, mentre ora si fa volentieri strumento docile della burocrazia e della propaganda più bieca. Suchanov è quello che si può definire un uomo di successo: è sposato con la splendida cinquantenne Nina, figlia di uno dei più autorevoli pittori 'di regime' sovietici, vive in un magnifico appartamento in centro, ha due brillanti figli, una dacia in campagna e una macchina con autista. Ma mentre il sistema politico collassa rovinosamente, anche nella sua vita appaiono crepe profonde e dolorose: incubi ricorrenti, un senso di minaccia imminente, claustrofobia, crisi di rabbia irragionevole. Il catalizzatore di questo sfacelo è Lev Belkin, un vecchio amico di gioventù, ora squattrinato pittore, che Suchanov incontra dopo tanti anni. Intanto, al Cremlino, assume il potere Mikhail Gorbatchev...
Realtà e sogno, storia e illusione: ecco i cardini intorno ai quali si avvoltola come un serpente questo sorprendente romanzo d'esordio. Ha spiegato in una recente intervista Olga Grushin, la giovane autrice: "Sono cresciuta circondata dagli amici dei miei genitori - gente della generazione di Suchanov - molti dei quali artisti, scrittori, filosofi: quando il regime è cambianto, tutti sono stati costretti a fare scelte dolorose per sopravvivere. Alcuni, tra i quali mio padre, hanno fatto quello in cui credevano e ne hanno pagato le conseguenze. Altri sono scesi a compromessi, ma pagando un prezzo salato". Coraggio e debolezza, tradimento e lealtà: sono le scelte che tormentano (di più, che si incarnano) in Anatolij Pavlovi? Suchanov in un romanzo affollato da personaggi complessi, umanissimi, a tutto tondo, scritto con una maturità davvero inattesa in una ragazza che ha appena passato i trenta. Forse il segreto di Olga Grushin sta nella sua esistenza nomade (è vissuta finora a Mosca, Praga, Altanta, Washington), forse in un naturale talento (è stata la prima cittadina russa a laurearsi in Inglese con lode negli Usa, nel 1993), forse nelle sue esperienze professionali già prestigiose (ha lavorato come traduttrice per l'ex presidente Usa Jimmy Carter e per la Banca Mondiale). Sia come sia, un libro notevole, tutto giocato sull'interiorità, quasi privo di azione: roba da grandi.