Reality

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Reality

Durante l’inverno a cavallo tra 2005 e 2006, lo sguardo acuto e pungente di un giornalista scomodo si posa sulla cronaca italiana : riflessioni, provocazioni, proteste. Sempre a voce alta. Gli alti e bassi dei miti di Che Guevara e Al Bano Carrisi, la santificazione di Roberto Benigni, le commemorazioni di Pier Paolo Pasolini alla prova della torpida ignoranza dominante. E poi le aspirazioni di un giovane nipote di provincia che vuole intraprendere a tutti i costi una carriera televisiva, il nuovo spot di una nota marca di caffè con il caro vecchio pupazzo Carmencita ‘aggiornato’ dai pubblicitari in modo delirante, una polemica via e-mail con l’ufficio stampa di Vasco Rossi sul video di Senorita, un ricordo di Keith Haring, l’incontro con l’icona erotica Ornella Muti al mobilificio Ikea, l’ascesa e declino del comico Raffaele Pisu, l’inquietante metamorfosi fisica di Claudio Baglioni, una dichiarazione d’odio alla Smart e a tutti i suoi acquirenti, la mania dilagante del wrestling : mentre in tempo reale va avanti su eBay un’asta di reliquie sacre. O presunte tali...

L’ironia al potere con Fulvio Abbate, polemista di classe, giornalista di lunga militanza e reduce dal successo del suo Sul conformismo di sinistra. Un pamphlet divertente e divertito, che rigira con gusto (e amarezza) il coltello nella piaga della stupidità dilagante nel nostro Paese. Visti a distanza di qualche mese, i fatti di cronaca che hanno monopolizzato l’attenzione dell’autore e la nostra si rivelano soltanto vuote pagliacciate, risse di pollaio, grotteschi teatrini di una società talmente vacua da far sembrare la definizione ‘società dell’apparenza’ persino troppo generosa. Niente più realtà ormai, solo reality. Show ?