Resident Evil - Caliban Cove

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due
voto
Resident Evil. Caliban Cove
1998, Racoon City. Sono passati 13 giorni dall’esplosione della villa Spencer: nonostante i membri della STARS presenti sul luogo avessero indicato come unica responsabile dell’accaduto l’Umbrella, la realtà viene insabbiata e nascosta, e si fanno passare i soldati della STARS ubriachi in preda a visioni. Inoltre questi vengono licenziati perché in quei giorni avevano scoperto il più tragico dei complotti architettato da Wesker, capitano della loro squadra. Rebecca Chambers si reca a casa di Barry Burton, che ha convocato l’intero Team per definire la situazione: analizzare i corrotti e individuare i puri è il primo passo da compiere. Da Barry avviene l’incontro con David Trapp, capitano della STARS di Maine, unico sopravvissuto alla corruzione dell’Umbrella. Durante una discussione piena d’ansia e di terrore Trapp mette a conoscenza gli ex membri STARS dell’esistenza di un altro laboratorio dell’Umbrella, a Caliban Cove, e annuncia che con la sua squadra ha intenzione di infiltrarsi per studiare meglio il Virus-T, causa della trasformazione degli uomini in zombie. Per l’analisi ha bisogno però di avere dalla sua parte Rebecca, l’esperta di biochimica, che dovrà separarsi dai suoi compagni e seguire Trapp in una missione pericolosissima. Intanto la casa di Barry viene improvvisamente assalita da un drappello della STARS di Oklahoma City, intervenuto per conto dell’Umbrella: Trapp riesce a scappare e a trarre in salvo Rebecca, ma questo è solo l’inizio della fine…
Stephani Danelle Perry si presenta ad un nuovo capitolo della saga di Resident Evil con un’eredità da riscattare: il precedente Umbrella Conspiracy non era stato, infatti, il tributo letterario che tutti gli appassionati di videogiochi si sarebbero aspettati, specialmente i fan delle vicende di una delle saghe videoludiche più spaventose di sempre. Con Caliban Cove, che è il secondo dei sette libri dedicati all’universo di Racoon City, però, l’autrice si riscatta e offre un soggetto completamente nuovo e originale, riscoprendosi agli occhi dei fan una scrittrice/sceneggiatrice di buon livello, come dimostrato in Aliens vs Predator e Star Trek, e non una mediocre creatrice di novelization. Di rimando c’è però da dire che la Perry avrebbe potuto fare decisamente di più: spesso, troppo spesso, ci ritroviamo dinanzi a scene marginali approfondite più di quelle topiche, e la sensazione è che l’autrice dia importanza al trascurabile dimenticando il fondamentale. Proprio come in Umbrella Conspiracy, gli attimi di panico e di ansia vengono liquidati in poche righe dimenticandosi che una storia di Resident Evil deve far tremare e impallidire, non ammaliare e lasciare puntigliose fotografie degli zombie. Insomma come diceva Samuel Johnson: “Le parti belle non sono originali, e quelle originali non sono belle”. L’idea di base è però interessante, lo svilupparsi delle vicende - che ricordiamo essere completamente originali se non per i personaggi che vi prendono parte - incuriosisce il lettore che si trova dinanzi allo sviluppo di un complotto che nemmeno l’originale saga di Resident Evil aveva considerato. Una piacevole lettura per un qualsiasi appassionato di horror o fantascienza, come accade ogni qualvolta non ci troviamo dinanzi ad una novelization di un qualcosa di troppo legato al videoludico, però sicuramente ci si poteva aspettare di più.