Cronache da una catastrofe
Il libro della Kolbert, reporter del New York Times prima ed esperta di attualità politico scientifica poi, vuole descrivere, documentandoli, i cambiamenti climatici che si osservano in giro per il mondo. Dal seguire le tracce di farfalle nel nord dell’Inghilterra a visitare le case galleggianti dei Paesi bassi. Ma l’impatto del riscaldamento globale è tale che la giornalista avrebbe potuto recarsi in Siberia, sulle Alpi Austriache o nella grande barriera corallina e tutti questi luoghi avrebbero mostrato cambiamenti analoghi, testimonianza delle modificazioni drammatiche che si tramutano in uragani, maremoti, alluvioni sempre più violente e frequenti. Inutile girare lo sguardo altrove: le temperature crescono con una rapidità inedita per il nostro pianeta. Gli eventi metereologici estremi sono dovuti al fatto che aumenta nell’atmosfera la concentrazione di anidride carbonica e altri gas ad effetto serra. Inutile bearsi all’idea che il buco dell’ozono si stia progressivamente richiudendo. I gas serra continuano a liberarsi perché si consumano sempre più combustibili fossili (carbone e petrolio) e si tagliano sempre più foreste. Leggere per sapere è necessario. Così come assumersi delle precise responsabilità. Nonostante l’Italia abbia firmato il protocollo di Kyoto, le nostre emissioni continuano a crescere, mentre dovrebbero ridursi del 6,5% entro il 2012 rispetto ai valori del 1990.
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