


A Salina, l’isola più verde delle Eolie, viene ucciso nella sua villa il magistrato Ottavio Lodato, colpito alla testa con un’ancora poi fatta sparire. A ritrovarlo in una pozza di sangue è Sofia, la giovanissima amante che aveva deciso di fare una sorpresa a quell’amore dai capelli sale e pepe raccontando una bugia alla madre, prendendo un aliscafo e mettendo piede su quell’isola per dimostrare a Ottavio quanto fosse adulta e pronta a tutto pur di non perderlo. Ma le cose andranno diversamente, l’estate si tingerà di giallo, e Sofia dovrà fare i conti con Bartolo Italiano, maresciallo dei carabinieri, e con una madre preoccupata e fin troppo protettiva. Per Nino Torta, (aspirante) giornalista del quotidiano Il vento delle Eolie, questa è l’occasione per imparare seriamente il mestiere e anche un po’ di italiano, soprattutto grazie ai consigli dell’amico preside che gli corregge gli articoli. Seguirà le indagini, scriverà cronache strampalate nella forma e si renderà conto di quanto possano essere dannose e fuorvianti le supposizioni senza prove certe. L’unico sospettato è Lupo Barrica, figlio del più importante produttore di malvasia, un giovane che ama i vestiti firmati, farsi una striscia di coca per colazione e cercare il thriller, il rischio, l’adrenalina in qualsiasi situazione, anche se si tratta di entrare in casa di sconosciuti per provare il giusto eccitamento in compagnia dell’amica Patrizia. Peccato che questa volta la casa sia proprio quella del magistrato assassinato e la sera proprio quella dell’omicidio. Intorno a questo delitto ruotano, poi, una miriade di personaggi con le loro vite e le loro vicende personali. Gli abitanti di Salina, infatti, saranno distratti da un evento di ben altra importanza: l’arrivo del cantante napoletano Tony D’Ambra, insieme alla fidanzata Florjana. Un intrattenimento fatto di canzoni neomelodiche, uscite in pubblico e foto in pose accattivanti come da copione. Poi c’è la vita di Tina Leone, salumiera e aspirante cantante, che desidera fuggire da quell’isola che le sta troppo stretta; c’è l’avvocato Eusebio Macaluso, che quando apre bocca sembra un libro di diritto; c’è Marilù Landolfo, la bella proprietaria dell’Hotel Orfeo, innamorata del maresciallo Bartolo, con il quale intrattiene una relazione che si farà sempre più intima e stabile. Ci sono gli amori, i ricatti e le storie nascoste che prima o poi verranno a galla…
Dovrebbe essere un romanzo giallo, Salina, ma in realtà l’omicidio del magistrato - e le indagini seguenti - è solo uno dei tanti episodi raccontati dai tre autori, giornalisti, i quali si sono dilettati in questa storia fatta di sangue e di cantanti mai decollati. È un libro che non si abbandona, perché scoprire il nome dell’assassino è più forte del continuo susseguirsi di semplici scene di vita quotidiana, a volte fin troppo caricaturali. Infatti, è un po’ come se i protagonisti fossero usciti da una delle tante fiction italiane ambientate, in questo caso, in un’isola della Sicilia: tutti si conoscono, tutti parlano una strana lingua priva di congiuntivi, ma carica di espressioni dialettali e colloquiali, tutti devono affrontare problemi che riguardano famiglia, soldi e carriera. Scordatevi gli intrecci à la Camilleri, così come i dialoghi costruiti ad arte dal creatore di Montalbano. Ma l’ironia c’è, e un sorriso non tarda ad arrivare già dalle prime pagine. Fino a quando la sabbia non si deposita sul fondale e la verità appare più chiara e meno torbida.