La Venere Rea

La Venere Rea
Claude e Paul sono due vecchi amici che si sono conosciuti a Parigi. Da circa tre anni, Paul si è trasferito a Roma per ultimare e perfezionare i suoi studi di Antropologia Culturale. Claude, invece è rimasto in Francia. La loro distanza viene superata grazie allo scambio di lettere: Paul vorrebbe poter utilizzare le mail o le telefonate, ma Claude preferisce scrivere le sue lamentele e le sue emozioni su carta, con le sue mani. Paul a Roma ha conosciuto e si è innamorato di Cristina, e vive con lei. Mentre Claude è triste, ancora senza amore. Vive la sua vita con fatica e indifferenza, finché un giorno la sua vita reale si confonde con un sogno, o viceversa. Una mattina, al risveglio, con due sigarette e un blocchetto di carta, un accendino e il suo basco marrone, Claude decide di raggiungere le sorgenti della Senna. La Senna, che da sempre ha ispirato gli artisti. Giunto a destinazione, Claude resta affascinato dal contatto con la natura, finché non vede un gattino bianco con gli occhi color smeraldo e la coda grande e decide di seguirlo all’interno di una vecchia casa sorta sui resti di una villa romana. In quella vecchia casa, si trova un bellissimo affresco che rapisce l’anima e il cuore di Claude. L’amore…
Simone Di Matteo, dopo aver per anni pubblicato libri con la casa editrice a pagamento Il Rovescio, decide di fondare una sua casa editrice con l’aiuto di Tina Cipollari (sì, proprio l’opinionista della trasmissione tv Uomini e Donne) e divenire così uno degli editori italiani più giovani. Il suo grande obiettivo è quello di dare visibilità agli scrittori emergenti meritevoli, quegli scrittori che le grandi case editrici snobbano. Ma qui torna romanziere per un libro che fa parte della collana Cocktail, che si differenzia delle altre perché - come si legge nel sito della casa editrice - racchiude “il brivido del thriller, la delicatezza del sentimento, l’intrigo dell’investigazione, la profondità dell’analisi psicologica”. La Venere Rea è un connubio di mistero intrigante, di amore e di amicizia che lega la vita di due amici distanti chilometri, ma vicini, uniti nel cuore. Un’amicizia fatta di screzi, confessioni intime e amore. Nella postfazione l’autore ammette di aver voluto di proposito mischiare il vecchio con il nuovo, il passato del mito con il presente del mondo moderno. Dobbiamo dar merito a Simone di aver fondato una casa editrice con dei principi e degli obiettivi condivisibili e ambiziosi, ma la domanda che nasce spontanea in qualsiasi scrittore che non riesce a farsi pubblicare senza dover sborsare un euro è : “Dobbiamo aprirci una casa editrice per essere pubblicati? È questa la soluzione? E se ad ogni scrittore pubblicato previo pagamento venisse in mente di aprire una casa editrice, cosa ne sarebbe del mondo editoriale? Anarchia? O semplicemente giustizia e libertà?

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