Reami degli Elfi

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Reami degli Elfi
Broceliande, Elfhame, Blokula, Rings, Zuy… Nascosti e favolosi, irraggiungibili e chimerici: sono i regni degli elfi, sparpagliati nella vecchia Europa e numerosi quanto lo erano quelli degli uomini di qualche secolo fa. Quanto ai loro sfuggenti abitanti, bisogna sgombrare il campo da un mucchio di falsità che li riguardano – leggende… boscherecce belle e buone, prive di qualsiasi fondamento. Per esempio il fatto che siano immortali e minuscoli. Sciocchezze! La loro statura è circa i quattro quinti di quella di un essere umano normale. E sì, sono molto, molto longevi, ma comunque mortali. Diversamente dagli uomini, muoiono tranquilli, perché non credono nella sopravvivenza dell’anima (così è alquanto insolito, per loro, trovarsi faccia a faccia con un fantasma, ma è proprio quello che è accaduto nel regno di Rings, in Galloway: che trambusto!). Hanno ali, è vero, ma sono solo gli elfi di più basso rango ad usarle, per svolgere le loro mansioni. Le regine come Tiphaine, ovviamente, non volano mai – anche se nel deliquio della morte, come in un sogno, può capitare che gustino l’ebbrezza del volo. Dai loro regni gli esseri umani non sono esclusi del tutto, anzi, sono frequentemente “importati”. Un bambino può essere rapito dalla sua culla e sostituito con un elfo. Esattamente quel che è successo a Tiffany, favorito della regina per ben tredici anni. Morel e Amanita, invece, sono stati meno fortunati: strangolati senza pietà – ma l’avevano combinata grossa…
Seducenti, enigmatici, algidi, spietati: elfi. Certo, non si tratta propriamente di personcine angeliche, ma leggendo questi racconti affascinanti (e spesso molto crudeli) non si può proprio fare a meno di pensare a quanto sarebbe bello se da qualche parte, lontano lontano, i loro regni esistessero davvero. E non si può neppure evitare di lasciarsi sedurre dall’idea che Sylvia Townsend Warner (1893-1978) i suoi racconti li abbia scritti con cognizione di causa: leggenda vuole, infatti, che la scrittrice inglese abbia avuto più di un incontro ravvicinato con quella magica schiatta. Sciocchezze, diranno i più cartesiani. E sia. Ma se per caso, camminando vicino a uno stagno, vi capitasse di vedere sassi che rimbalzano inspiegabilmente sull’acqua, o se vedeste l’erba alta piegata come da una invisibile danza, allora pensate a loro, agli elfi. Ed evitate accuratamente di spezzare un ramo dalla pianta del biancospino: non vorrete mica farli arrabbiare, vero?!?