


Un divano, qualche bottiglia per alcolisti non abbienti e lingua incollata al palato. Questo il set in cui XN vaga disorientato in attesa di riordinare pochi pensieri sparpagliati da un terribile mal di testa. Qualche trillo al campanello e compare nel suo appartamento un uomo. Un conte, a quanto pare. Per intero, all'anagrafe è conosciuto come Carlo Alberto Testa della Torre. Un'ometto untuoso con una Jaguar nella quale non arriva ai pedali e troppi cavalli. XN non riesce a intuire cosa il conte tascabile voglia da lui. Poi Testa della Torre estrae un bigliettone viola di carta croccante. Cinquecento euro sventolanti. XN deve però fare una cosa per lui: trovare un manoscritto nascosto in casa dell'ex moglie di Testa della Torre. Un terzo di anticipo e due terzi alla consegna, intima il Testa della Torre dalla voce spigolosa e acuta. In quei cinquecento pezzi di felicità, XN vede materializzarsi i litri di alcol che può comprare con quella somma. Accetta. Ma come trovare la signora? Elenco telefonico, semplice. Liscio come l'olio: becca l'ex moglie del nano. La Daniela gli dà appuntamento alle diciotto. Daniela Testa della Torre ha spesso appuntamenti alle diciotto, incontra frugoloni sposati con la voglia di smaltire i bollenti spiriti con una sessantenne da corsa e dalle curve ritoccate. Parlano per qualche ora, poi senza particolare pathos la Testa della Torre gli passa l'orrendo manoscritto dell'ex marito. E fin qui nulla di speciale. XN sgancia i cinquecento pezzi per aver consumato tre ore a chiaccherare con una donna di vita e stop. Poi tutto si confonde, degli alieni con delle strisce rosse sui pantaloni gli sussurrano nel torpore alcolico che c'è una puttana morta ammazzata a coltellate. È la signora Daniela, spiaccicata in un lago di sangue. E qui per XN inizieranno i grattacapi all'ombra di una Madonnina estiva, con una città umida con l'asfalto reso morbido dalla calura insopportabile...
La scena del delitto è una Milano torrida abbellita da un intenso puzzo di sudore e alcol, che si sente a ogni pagina. Il protagonista è uno scrittore fallito che ha perso la moglie durante una rapina. Si chiama Piergiorgio, ma Stefano Cafaggi preferisce chiamarlo XN. I personaggi sono tanti, la trama è densa. Basta perdere di vista qualche paragrafo e si è fottuti. Gli errori di battitura, causati probabilmente da uno spesso strato di cenere sotto la tastiera dello scrittore, servono un contorno hard-boiled alla vicenda. Il filo della trama s'ingarbuglia spesso con i vaneggiamenti colti di XN: un fatto ai suoi occhi non va mai come gli altri lo vedono, è sempre smussato, modificato, filtrato. XN preferisce buttare sabbia negli ingranaggi di come vanno le cose e pensarle come vuole. Nonostante alcune parti un po' incomprensibili, la lettura sembra continuamente minata da un ritmo piuttosto sincopato. Queste peculiarità rendono Senza ritorno un romanzo strano. Consigliato a tutti gli amanti del noir e che allo stesso tempo amano Milano ma non vogliono ammetterlo a loro stessi.