Di come Nicolino Punk volò in Brasile e Pierino Spazzoletta non ci ha creduto neanche un po'
La breve vita di Daniil Ivanovic Juvacev, in arte Daniil Charms, si chiude il 2 febbraio 1942, durante l’assedio di Leningrado, nell'ospedale psichiatrico detentivo in cui è stato internato l'anno precedente, il 23 agosto 1941. Una fine annunciata per lo scrittore che non sopportava i bambini e gli scriveva filastrocche e racconti, che coltivava un personaggio pubblico eccentrico e trasgressivo (“Creati una posa e abbi la forza di carattere di mantenerla” scrive) e rifiutava di omologarsi alla normalizzazione culturale imposta dalle autorità sovietiche negli anni Trenta (l'URSS di Stalin aveva deciso di seppellire le avanguardie artistiche prerivoluzionarie sotto il cubo di terra del realismo di Stato). Su internet circolano poche foto di Charms: in una lo si vede con una mezza tuba poggiata di sguincio sulla testa e una pipa tra le labbra, e sembra Tom Waits ante-litteram; nell'altra c'è un primo piano di Daniil, azzimato, in giacca e cravatta, che fissa l'obiettivo con un'espressione di inquietante immobilità. Da uno così chi aspetterebbe una serie di riuscitissimi libri per bambini? Eppure di Charms vivente, in Unione Sovietica, non è stato pubblicato praticamente altro e questo bell'albo edito da Zampanera rappresenta un saggio eloquente di quella produzione. La storia di Pierino e Nicolino - sempre a discutere del vero e del falso con l'accanimento di cui soltanto i bambini sono capaci - è scritta sul filo di una logica “alternativa” genuinamente infantile. Più che di assurdo (alla Ionesco o alla Beckett) si potrebbe parlare di anti-razionalismo perché Charms non punta alla costruzione artificiale del non senso, piuttosto narra la storia con l'immediatezza, la freschezza, l'assenza di stereotipi letterari tipiche del racconto fatto dai più piccoli. Leggendo a vostro figlio (nipote, pronipote, ...) queste pagine piene di ripetizioni, dialoghi surreali e passaggi apparentemente illogici, se proprio non riuscirete a regolare la vostra sensibilità letteraria sulla frequenza giusta (la sua), avrete almeno il privilegio di conquistarlo con un libro (questo) e di vederlo ridere di gusto senza capire bene il perché (ma non è la prima volta, ci scommetto). Dalle efficaci illustrazioni a tecnica mista di Sara Stefanini – in cui il collage si fonde quasi indistinguibilmente col disegno grazie alla trasparenza e alla sfocatura – spunta una realtà onirica in cui le proporzioni, il rapporto tra sfondo e primo piano, il sopra e il sotto, perdono confini e senso, una realtà in cui le cose succedono ma non c'è niente da capire. Niente paura, la Stefanini riesce comunque, e con eleganza, a creare questo universo fantasmatico e illogico senza rinunciare a illustrare l'azione, a raccontare per immagini il delizioso testo di Charms. Cercate questo libro, ne vale la pena.
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