Come la pioggia
Un romanzo breve e scioccante questo dell’esordiente trentino Andrea Bonvicini, che appare come forgiato con lo spavaldo intento di agghiacciare il lettore, immaginando per noi la straziante desolazione in cui precipita una società squassata dalla perdita di senso delle parole e mortalmente ferita dall’incapacità di comunicare. Si può dire che ne sia venuto fuori un libro che non è un romanzo tout court, né un saggio, né un trattato sociologico, né un pamphlet, ma tutte queste cose assieme. E soprattutto il libro di uno scrittore in cui la finzione letteraria si intreccia alla riflessione filosofica con una potenza poetica e drammatica che da un lato appassiona e dall’altro angoscia. Da questa ardita ambivalenza emergono il credo intimo e la sensibilità umanistica di un autore che ci consegna, con una narrazione scarna e implacabile, la trasposizione scritta di un incubo che mai vorremmo vivere, costernati da una pena che cresce di pagina in pagina. Che sia davvero questo l’amaro destino della nostra civiltà?
acquista:

Gerry Scotti vi consiglia: 


