Casanova, l’ultimo mistero

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Casanova, l’ultimo mistero
Nel 1774 Giacomo Casanova - dopo diciotto anni di lontananza - rientra a Venezia, dove la sua celebre fama di ardito avventuriero e di impenitente seduttore non è mai venuta meno. Ha quarantanove anni di età e un aspetto molto giovanile. Ma appare animato dal desiderio di rinunciare alle amenità mondane e di vivere dei proventi della scrittura, a cui intende dedicarsi nella quiete della città natale. Tuttavia, non potendo più contare sul privilegio di amicizie influenti e sui lauti favori di amanti facoltose, di lì a otto anni torna a peregrinare per le principali corti europee alla ricerca di impieghi e benefici. Ma il quadro storico nel frattempo è profondamente mutato: le monarchie, attraversate da nuovi fermenti politici e sociali, vacillano pericolosamente e le classi agiate si logorano nell’inquietudine. Giacomo Casanova si lascia risucchiare tanto nel nuovo vortice di intrighi politici quanto nel consueto esercizio delle pratiche libertine. Poi nell’autunno del 1785 accoglie la proposta del giovane e amabile conto Joseph Karl Waldstein di insediarsi come bibliotecario nel suo fastoso castello di Dux nella lontana Boemia. Qui, ormai definitivamente lontano dai clangori del secolo e dai riti mondani, trascorre gli ultimi tredici anni della sua vita in un rassegnato clima di malinconica solitudine, dedicandosi alla trascrizione delle proprie memorie…
Se nel prendere in mano il libro, leggendo il titolo, dovesse cogliervi il malizioso sospetto che si tratti dell’ennesima trovata per adescare lettori attratti da tutto ciò che è avvolto da un alone di mistero, non assecondatelo. Questo nuovo saggio biografico che Angelo Mainardi ha dedicato alla figura di Giacomo Casanova - a distanza di dodici anni dal precedente Il demone di Casanova - si connota per la minuziosa e convincente ricognizione operata sull’ultimo tratto di vita del celebre scrittore e avventuriero veneziano. Un periodo in cui il suo spregiudicato uso delle ostentazioni viene improvvisamente rimpiazzato da un’insolita forma di reticenza nel redigere il resoconto memoriale dei propri trascorsi. Se L’histoire de ma vie rappresenta non solo una vivace cronaca delle sue turbolente imprese personali, ma anche un impareggiabile ritratto della società del Settecento di cui egli seppe incarnare vizi e virtù, vi sono molti punti essenziali che restano inspiegabilmente in ombra: dai legami con la Massoneria al suo ruolo giocato nel tentativo di salvare la vita a Luigi XVI, dalla probabile manomissione delle memorie alla scomparsa della sua tomba. Con esattezza di informazioni e affinatezza nelle intuizioni, Angelo Mainardi prova a scendere nel fitto mistero con metodo e cura del dettaglio storico, portando in superficie preziosi tasselli che aggiungono elementi in più al tradizionale ritratto di Casanova e che non deludono in alcun modo le attese del lettore.