Chiedi alla polvere
Non è facile descrivere in maniera così profonda, ironica e disinvolta le più profonde sensazioni di un uomo alle prese con la sua stessa vita, con il suo desiderio di successo, di amore e di un posto nel mondo che non sia la completa nullità. Eppure John Fante ci riesce, forse come nessun altro. E probabilmente è per questo motivo che Chiedi alla polvere è considerato uno dei capolavori assoluti della letteratura americana. Nella Los Angeles degli anni trenta, dove i sogni degli uomini si perdono nella polvere e dove la stessa polvere copre praticamente tutto, dai tetti delle case alle strade ai marciapiedi, Fante ambienta la sua storia (ovvero quella del suo alter ego Arturo Bandini) di giovane aspirante scrittore, sognatore e cattolico, immortalando sullo sfondo dei suoi sogni e delle sue avventure una società americana ricca di razzismo, di depressione e di numerose contraddizioni. In un continuo crescendo di sensazioni, l’autore troverà il suo trionfo letterario ma non il suo amore. E la conquista del successo non servirà che a stimolare nuovamente la ricerca di Camilla, la sua amata ispano-americana dagli occhi neri. Una ricerca che si concluderà nel deserto del Mohave, alle porte di Los Angeles, con un ultimo grido che si perderà nell’infinito e con un ultima dedica alla sua amata che rimarrà per sempre scolpita. Nella polvere del deserto.
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