Gli occhiali di Heidegger
Insegna scrittura creativa all'Università di San Francisco Thaisa Frank, autrice di Gli occhiali di Heidegger e di racconti: non a caso, forse, questo suo primo romanzo appare un perfetto, riuscito esercizio di stile. Ben costruiti i personaggi, principali o secondari che siano: palpitano di vita e coraggio, aggrappandosi a barlumi di speranza per non precipitare nella desolazione emotiva. Ben calibrata la storia, con il suo specchiarsi nel sangue e nella morte portate dalla Seconda guerra mondiale: un diverso punto di vista che passa, con un velo di poesia, sopra la tragedia germinata nel cuore dell'Europa, in cui si intrecciano le singole personalità, i più impercettibili moti del cuore, alla Storia con la “esse” maiuscola. Ben ponderata la scrittura, compatta e fluida allo stesso tempo, destinata a far scivolare l'occhio e a far vibrare le corde della “compassione” (nell'eccezione alta del “compatire insieme”). Gli occhiali di Heidegger è, insomma, un romanzo originale, che stempera nel romanticismo la crudezza di un'ambientazione feroce. Eppure, qualcosa stona: stona una perfezione che rasenta, a tratti, la stucchevolezza, e un'eccessiva attenzione alla forma, costruita ad uso e consumo dei lettori più facilmente “impressionabili”. Per avere, appunto, l'impressione di dedicarsi ad “un'opera straordinaria”, da leggere e digerire in un pomeriggio di noia.
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