Cosa faccio quando vengo scaricato
Un gruppetto di adolescenti al parco fa la fila per scoparsi una ragazza più grande che vuole fare uno sgarbo al suo ragazzo. Per Claudio e i suoi amici sarebbe la prima volta, ma per Claudio l'emozione sarà ancora più grande quando scoprirà chi è la ragazza; un nerd tenta di rimorchiare una splendida ragazza con gli occhi verdi e le lentiggini sul treno regionale per Udine, con scarsi risultati; un consulente della Vorwerk-Folletto tenta di rifilare ad una casalinga di Pordenone un nuovo modello di aspirapolvere dimostrandole che è persino in grado di pulire la cameretta di suo figlio, che è un delirio; scaricato dalla quattordicenne Luana, che si rifiuta di particare sesso orale, un ragazzo diciottenne elabora una rappresaglia; due compagni di scuola elementare alla scoperta del misterioso mondo della riproduzione umana; un'androide per il sesso talmente sofisticata che è programmata anche per non starci...
L'amore al tempo dell'iPod in un norditalia in cui l'assenza di comunicazione tra adulti e giovani sembra più un dogma che un'evenienza, e sesso e sentimenti vanno imparati da soli, a tentoni: i racconti di Simone Marcuzzi sono una boccata d'aria fresca in un panorama letterario a volte troppo incline a prendersi sul serio o a indulgere in un calcolato cerebralismo. Non che la cifra stilistica di Cosa faccio quando vengo scaricato - che schiaffa nel frullatore commedia grottesca e spleen adolescenziale - sia un qualcosa di del tutto inedito, certo, ma si avverte con forza un senso di freschezza, di cinismo, di spavalderia giovanile che consente a Marcuzzi di oltrepassare con nonchalance confini e mescolare generi e atmosfere senza riguardi per nessuno. E poi Il consulente è davvero una ficata. O come dicono al nord, una figata.

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