Ius Sanguinis

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Ius Sanguinis
Alice è un’adolescente piena di vita, che non si dimentica la strada che ha fatto. Dalla catapecchia da cui è stata sfrattata con la sua famiglia alla ridente villetta sulle colline reggine, il mare come unico panorama sconfinato. Morbosamente legata ai propri genitori - soprattutto alla madre, assistente sociale sempre pronta a leggere i pensieri della figlia - Alice s’innamora per la prima volta, come tutte le ragazzine della sua età. Rocco sembra il ragazzo per sempre fino a che non monta in lui una gelosia cieca che lo porta a spiarla, pedinarla, costruirsi una propria verità convincendosi che Alice lo tradisca. Una storia che si era incanalata nei più sordidi solchi dei fidanzamenti tradizionali si rompe e Rocco, deciso a vendicare, nella sua logica provinciale, il torto subito aggiusterà le cose a modo suo. Sulla punta del coltello… Roberta è la sorella di Gianluca, ragazzo solare, altruista. Un giovane che ha deciso di costruirsi una vita a Siderno, nella Locride. Quella vita, giovane e appassionata, gli viene recisa ad un crocevia, dentro una macchina, a colpi di lupara. Roberta passa tre anni sprofondata nel silenzio e nel dolore, annegata nel ricordo di un fratello per il quale lei era ombra, al quale era devota oltre ogni misura. Tre anni di buio prima che un’occasione le permetta di riappropriarsi della luce e soprattutto di ridare un volto all’impegno sociale di Gianluca. Da allora Roberta porterà in giro la memoria e l’esempio di Gianluca Congiusta, giovane imprenditore ucciso dalla mafia… Federica è una ragazzina di Vibo Valentia: ricoverata per un banalissimo intervento di appendicite muore sotto i ferri. Anossia cerebrale. Significa che il suo cervello è rimasto senza ossigeno per un inspiegabile calo di tensione prodottosi nel blocco operatorio. Il suo spirito racconta quello che è stato prima e dopo quel blackout, la bellezza dei suoi sedici anni, la tristezza del loro precoce sfiorire… Lisa è la segretaria solerte di un politico rampante, pieno di aspirazioni. Per raggiungerle non si fa mancare niente del vademecum del clientelismo più sfrenato. Promette favori, stringe alleanze ed intanto allarga in suo bacino di voti aspirando al grande salto da Consigliere provinciale a Consigliere regionale, magari con qualche assessorato di peso. Aspettando Roma. Lisa è spettatrice scettica e succube di questa scalata al potere. Ben consapevole di cosa sia lecito e cosa non lo sia, si sente ugualmente (e più colpevolmente) ingranaggio del meccanismo sociale che accetta volontariamente il silenzio in cambio di una vita fatta di piccoli privilegi puramente materiali…
La Calabria è piena di gente che non si riconosce nella distorsione dello “ius sanguinis, trasformato da diritto di sangue in potere del sangue”. Quelle di Federica Monteleone e Gianluca Congiusta sono due storie vere che per molto tempo hanno occupato le pagine di cronaca nella provincia di Reggio Calabria. Le altre sono storie verosimili perfettamente calate nel tessuto sociale, culturale e politico dell’estrema punta dello Stivale. Quello che la Bottero scrive è un “classico” libro sulla Calabria anzi, della Calabria più torbida e nera con le sue immagini fisse, i suoi morti per strada, l’atavico provincialismo, l’inerzia sociale, il lassismo dilagante, i favoritismi vari. Un mondo visto da fuori anzi, dall’alto (dacchè la Bottero è piemontese e da lì scrive) che a qualcuno potrebbe fare ‘scotolare’ le mani per lo sconcerto, ad altri scuotere la testa per i modelli di riferimento: il fidanzato retrogrado e tradizionalista accecato dalla gelosia; il giovane imprenditore di belle speranze, brillante ed altruista ucciso dalla mafia; la ragazzina che muore sotto i ferri in un evidente caso di malasanità; la segretaria del Cetto Laqualunque di turno che aspira ad alla vita agiata dell’alta borghesia reggina. Tanta carne al fuoco per un polpettone farcito di déjà vu di stucchevole ovvietà, un rincorrersi di luoghi comuni, una scrittura modesta, piena di stereotipi, pedante e monotona. Per quanto ufficialmente si tratti di un romanzo, le storie sono diverse e scollate, senza giunture logiche. L’argomento trattato - una regione che sprofonda nella fatiscenza - è reale, anche pesante, difficile. Difficile anche non ripetersi, non essere mediocri, non omologarsi alla diffusa letteratura ad hoc, non scadere nel sentimentalismo spiccio, nel lirismo tarocco. Purtroppo la Bottero non ci riesce: nel tentativo di tracciare il quadro miserabile di una società piena di problemi, buchi neri e paludi infette fa però appello ai più squallidi e triti luoghi comuni. Mai un guizzo geniale, mai un’immagine nuova. Resta in bocca il sapore di qualcosa già da altri masticata e quello che ne risulta è un compitino semplice semplice (di cui però in regione si è parlato molto, strombazzando qua e là il caso editoriale del secolo) con la pretesa aspirazione di grandezza sciolta un una banalità sconcertante. ?a=324512