L’ora migliore
Simone Ghelli, già autore di due romanzi e di due saggi di critica cinematografica, raccoglie ne L’ora migliore undici brevi racconti - alcuni dei quali già pubblicati su siti, fanzine e collettanee - generati in un arco temporale lungo sei anni e aggrumati unicamente da un irregolare quanto fervido flusso immaginativo. Testi determinati da una sorta di imprevedibile torpore creativo e da sensazioni che si affacciano in prossimità del sonno, ma capaci di alimentare, con sorprendente meraviglia, pulsioni e ricordi che provocano immagini sospese. Qualcosa di lieve e al tempo stesso fermo e lapidario. Una regione intangibile di palpiti e visioni in cui si aggirano personaggi che appaiono avvolti da un’aura d’inconciliabilità con il mondo esterno. Naufraghi rimasti impigliati tra le reti di un immaginario privato di ogni tinta consolatoria, in cui ogni impresa è più o meno vana e destinata allo scacco. Ma nella quale è necessario, nonostante tutto, vivere la propria condizione fino alle estreme conseguenze. La scrittura di Simone Ghelli diserta la linearità di un percorso fluido, per frammentarsi in rivoli dove indugiano mute sensazioni, che lasciano il lettore attonito, sulla soglia di ogni racconto, in preda agli effetti di un’appagante allucinazione.
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