Nessun futuro

Nessun futuro
Sul lungolago di Oakville in Canada, Phil Summers, cantante e mente creativa del gruppo grunge rock Chaos Manor, sotto l’effetto di stupefacenti dopo l’ennesimo concerto sbanda con la sua Porsche. Con lui c’è la fidanzata Marie, che muore sul colpo. Qualche mese dopo l’incidente, il musicista vola a Londra e si disperde nella folla dei senzatetto che vivono nelle stazioni fantasma della metro, scomparendo e lasciando un mistero sulla sua scomparsa prematura. Kathy Lexmark è una presentatrice, vee-jay e pseudo-giornalista musicale che tenta di sbancare da una piccola emittente privata con il suo programma “NightFile”. In una puntata dedicata al gruppo di Summers intervista Karen, l’ex-agente e amica del gruppo. Il programma ha un successo inaspettato e il produttore Boring decide di puntare su di lei, consegnandole carta bianca per un approfondimento sulla morte del frontman. Kathy inizia così a viaggiare lungo le tracce del leader del gruppo e tenta di ricostruire la verità sul mistero che aleggia sulla sua scomparsa. Quello che in apparenza è un viaggio di inchiesta giornalistica, si trasformerà ben presto in una ricerca personale, costellata dai fantasmi del passato di Kathy, che dovrà non solo portare a termine il lavoro, ma anche ritrovare se stessa...
L’autore ha confessato che l’idea del libro risale alla primavera del 1997. In quel periodo uscì uno degli album più belli dei Depeche Mode, “Ultra”. Quel disco fu salutato dai media e dai fan di tutto il mondo come l’opera della rinascita artistica del gruppo, dopo che il cantante e frontman della band, Dave Gahan, era stato a un passo dalla morte. Nessuno si aspettava un nuovo lavoro da un gruppo il cui cantante solista era stato praticamente all’inferno, per farne poi ritorno con una rinnovata vitalità e un’intensità espressiva mai raggiunta in passato”. Anche se ispirata dal gruppo inglese, la storia di Summers ripercorre in molti punti il mito di Kurt Cobain, leader dei Nirvana. Il giornalista, editor, traduttore e critico rock romano Luigi Milani descrive in questo suo nuovo romanzo - rieditato e rimaneggiato dall’edizione print on demand di qualche anno fa, con una bella prefazione aggiuntiva di Danilo Arona - i cliché del dietro le quinte televisivo, le angosce e gli improvvisi sbalzi di umore di un mondo che si regge sull’effimero, sulla velocità e sullo share. In più riesce a costruire un personaggio femminile interessante, che tra un volo e l’altro si manifesta al lettore con tutte le sue incertezze e fobie. Mano a mano che passano le pagine, il viaggio della giovane giornalista si complica ed esplora una dimensione intimistica che affascina. Ispirato allo stile di Stephen King e Andrea De Carlo, il libro si legge tutto d’un fiato. Citazioni più o meno velate a divi del rock, un cameo pure per i Rolling Stones e setting che ammiccano al backstage dei palchi di mezzo mondo faranno alzare le antenne agli amanti del rock’n’roll. 

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