Gobbi come i pirenei

Gobbi come i pirenei
Quoziente intellettivo 130: nella media, non c’è che dire, ma in quella media odiosa in cui si è capaci di riconoscere che il mondo gira in una certa maniera ma non si è abbastanza geniali per cambiarlo. Eugenio Bollini è così, nella media in tutto: non spicca, non prende il volo né a scuola, né nel ciclismo, lo sport di cui ha fatto una professione restando però un gregario e non raggiungendo mai alcun risultato evidente. Una sindrome da QI 130, così la definisce lui stesso dopo aver letto un articolo sulla questione. Cresce con una madre possessiva e antipatica, una sorella da cui tutti si aspettano tanto che però finisce per fare il lavoro che ha sempre sognato per sé, ovvero la commessa, un padre anarchico e sentimentale, che in lui invece ha sempre creduto. Si sposa con Carolina Deghè, non dando importanza al fatto che una donna appassionata di Mango e Take That poco possa aver a che fare con uno il cui cantante preferito è Jim Croce: sarà per questa e altre varie incompatibilità che i due divorziano, lei si tiene il figlio e si mette con uno scafato affarista, abbandonando il povero Eugenio. Dopo la dolorosa perdita del padre Eugenio, appoggiato anzi convinto dalla sorella in nome del genitore scomparso, decide di affrontare la sfida decisiva, quella che lo farà riscattare dalla sua vera o presunta mediocrità: partecipare al Tour de France, proprio quando tutti credono finita la sua desolante carriera…
Essere un buon gregario non basta a Eugenio Bollini: la sua storia è la tragicomica cronaca della parabola di un atleta mancato, di un eterno insoddisfatto, troppo ingenuo per emergere, troppo intelligente per volare a bassa quota senza capire come va il mondo. Questa in sintesi la vicenda dell’ottimo esordio di Otello Marcacci, scrittore toscano, per la precisione di Grosseto, che però ha scelto di ambientare il suo primo libro in una Lucca piccolo-borghese e un po’ ottusa. Eugenio Bollini è un Woody Allen toscano, goffo e divertente, ma anche commovente e delicato: al di là della sua vicenda personale, rimangono impressi tanti piccoli excursus, divagazioni e impressioni che la scelta di una scrittura diaristica permette di far riaffiorare qua e là tra le tragicomiche vicissitudini del suo protagonista. Un personaggio davvero indimenticabile, destinato a far parlare a lungo di sé. 

 

 

 

 
 
 
 
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