


L'Alligatore, Max la Memoria e Rossini sbarcano a Cagliari in un mattino tiepido e luminoso. L'ultima volta che sono stati nel capoluogo sardo qualcuno ha sparato loro addosso, stavolta però sembra che li aspetti un lavoro tutto sommato tranquillo: si stanno recando da un cliente che a quanto pare ha due caratteristiche importanti. Uno: non può rivolgersi alla polizia perché ha preferito rivolgersi – tramite un avvocato comune conoscente - alla loro 'agenzia' di detective senza licenza. Due: ha i soldi, perché non ha battuto ciglio quando ha saputo il prezzo tutt'altro che basso del loro disturbo. Si tratta del laido Beppe Sainas, facoltoso proprietario di un ristorante alla moda, che vuole che i tre trovino una certa Joanna, al secolo Martina Ortu, una bella quarantenne che per vivere canta cover di Patty Pravo (della quale è sostanzialmente una sosia) nei locali cagliaritani e a tempo perso è la amante e la mantenuta di Sainas. La donna è scomparsa da un mese, ma secondo Sainas anche nell'eventualità che si sia allontanata volontariamente quando gli investigatori la rintracceranno non potrà fare a meno di tornare da lui. Interrogandosi sull'origine di queste strane sicurezze, l'Alligatore, Max la Memoria e Rossini si mettono al lavoro. Perquisendo l'appartamento di Joanna (naturalmente proprietà del Sainas) e controllando il telefono trovano la chiamata effettuata a un noleggio di auto con autista. Le tracce della cantante conducono i tre a un porticciolo turistico e da lì in Francia...
Metti una sera a cena a Parigi (tra l'altro al ristorante “La Closerie des Lilas”, non proprio una osteria a buon prezzo) tra Igort, Massimo Carlotto e Sandrone Dazieri: nasce l'idea di lavorare insieme, e il seme germoglia fino a far sbocciare un bel volumozzo della collana Strade Blu di Mondadori, presto esaurito. Quattro anni dopo grazie a Coconino press (in versione uncut, con una bella storia breve e una gallery di personaggi in appendice come optional e con due copertine diverse) torna in libreria questo noir paradigmatico col suo raffinatissimo bianco nero e violetto. Igort se ne frega del realismo: le sue matite in piena evidenza disegnano laconici 'pupazzetti' smunti che incarnano alla perfezione la storia di misfits infelici raccontata dalla sceneggiatura di Carlotto. E il personaggio dell'Alligatore vive una nuova stagione: in una intervista al bellissimo magazine specializzato Lo Spazio Bianco, Carlotto ha spiegato “L’Alligatore è un personaggio seriale che ha avuto un certo sviluppo e poi ha subito un profondo cambiamento 'evolutivo' in Dimmi che non vuoi morire. L’obiettivo è di farlo uscire dalla tradizione americana dei personaggi seriali privi di una continua trasformazione esistenziale. Ora sarà necessario fare il punto e capire qual è il rapporto tra il personaggio e la sua realtà”. L'Alligatore sta cambiando pelle, insomma.