Non mi basteranno due occhi per piangere
In un periodo in cui gli organi di informazioni e le case editrici si danno un gran daffare per portare alla ribalta casi sempre più frequenti di giovani ragazze che scelgono, in piena autonomia, di fare mercato del proprio corpo per garantirsi un alto tenore di vita e per scalare rapidamente posizioni sociali, Angelica Paolorossi decide, per il proprio esordio narrativo, di andare in contro tendenza. Il suo libro ricostruisce, con delicata ma intensa capacità introspettiva, lo stato di angosciosa disperazione in cui si dibatte chi, invece, opera nel mondo della prostituzione sotto forma di costrizione, cercando di garantire una parvenza di dignità ai propri giorni. Siamo al cospetto di un testo in prosa poetica, che diserta la linearità di un percorso narrativo, per frammentarsi in mille rivoli di riflessione che scrutano tra le pieghe e le incrinature del proprio animo, destrutturandolo in una complessa panoplia di sensazioni che gioca con i ritmi cerebrali del lettore. La protagonista registra con sensibilità gli eventi, li assimila, vi cresce dentro e li restituisce in un esacerbato canto di dolore che non scade mai nel languore della malinconia, ma resta sempre al servizio di una narrazione partecipata, attenta e piena di acute riflessioni che rivelano la potenzialità espressiva di una scrittrice emergente ma di sicuro talento.
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