Financial

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due
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“Finalmente il Top Manager Director/ reimposta Asset Operativo/ pulsa l’organigramma/ inizializza le linee componenti del portafoglio” oppure “Cassaforte Home Banking/ Funzionalità pronto uso girevole/ Multi Task con telecomando/ Password con atonalità dodecafonica di riconoscimento/ Compartazione ordinata delle banconote/ Portamonete a led luminosi/ Video Touch Screen/ Per computazione ready made del bilancio familiare/ fra le opzioni integrative/ Controllo diretto IPhone Smart/ Visione in 3D dell’assenza fondi/ Clonazione codici Credit Card/ vedi solo sutura in segmenti dorati”: sono solo due delle liriche presenti in questa raccolta poetica. Ironia tagliente, sagacia, Alberto Mori riesce a “mettere in scena la poesia”, come scrive nella prefazione Giorgio Bonacini. L’autore riesce a portare il lettore nel mondo della finanza e lo fa attraverso parole evocative, epifanie: la parola e l’immagine che suscita in noi sono legate a doppio filo…
Alberto Mori, poeta e performer, ha sperimentato – nel corso degli ultimi vent’anni – una personale attività di ricerca nell’ambito dell’universo poetico: dalla poesia sonora e visiva, alla performance, dall’installazione al video e alla fotografia. Una continua ricerca la sua, che lo fa approdare – solo per un attimo prima di ricominciare a sperimentare – a questa raccolta poetica dedicata al mondo della finanza. L’autore non fornisce giudizi preconfezionati, tenta di descrivere, di evocare un mondo – quello dell’economia – in gran parte immateriale ma allo stesso tempo crudele. I gesti, i comportamenti, le abitudini e i vezzi dei manager, le bolle speculative, i meccanismi del mercato globale sono descritti in modo vivido: le parole – lo si è detto – si fanno immagini nella mente del lettore. “Un libro da leggere ad alta voce, da assimilare magari camminando, quasi fossimo anche noi, assieme a Mori, sul palco di questo mondo globale”, per citare, ancora una volta, Giorgio Bonacini.