I Fratelli Neri

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I Fratelli neri
Siamo a metà dell'Ottocento, nel Canton Ticino. L'inverno è alle porte. In un villaggio incastonato in una fredda vallata circondata dalle montagne, il raccolto è scarso e la sera a tavola il cibo deve essere razionato. Un uomo con una cicatrice sul volto, dallo sguardo cattivo, entra nell'osteria del paese. Molti lo evitano come la peste. Sanno che di mestiere fa il reclutatore di bambini presso le famiglie più povere. Li compra e li porta a lavorare in città, a Milano, dove vengono sfruttati come aiutanti nei mestieri più umili. È da queste valli, infatti, che provengono i piccoli spazzacamini. Come il tredicenne Giorgio, venduto per pochi soldi allo sfregiato e costretto a seguirlo insieme a un gruppo di ragazzini malconci. Tra di loro c'è Alfredo, che sembra però avere una storia diversa, sa leggere e scrivere, e nasconde un segreto. I due si giurano amicizia e fedeltà. Una volta arrivati a destinazione, la loro sorte e il lavoro prospettato saranno ancor peggio di quanto si aspettavano ed è per questo che faranno ricorso alla fratellanza...
I fratelli neri è tratto dalla storia vera dei ragazzini ticinesi che, ancora alla fine del XIX secolo, venivano venduti per lavorare come spazzacamini in Lombardia. La prima edizione fu pubblicata nel 1941 in Germania e da quel momento il libro è divenuto popolare in tutto il mondo come racconto per ragazzi. I temi trattati sono infatti universali e si prestano bene come spunto per parlare - ancora oggi - di sfruttamento minorile, di emigrazione forzata dalla fame e dalla povertà. A rendere ulteriormente espressiva e drammatica la narrazione, sono le illustrazioni del pittore svizzero Hannes Binder, che accompagnano la lettura in ogni pagina, tanto da far apparire il volume come un parente molto prossimo delle graphic novel. Binder ha eseguito le illustrazioni attraverso una tecnica particolare, lo scraper, che consiste nel far emergere le linee bianche dell'immagine che si sta creando, incidendo una tavoletta coperta da inchiostro nero. Per questo motivo, conservando una predominanza di nero, le illustrazioni appaiono particolarmente oscure ed inquietanti e si fondono perfettamente con la scrittura asciutta e le frasi brevi che caratterizzano lo stile dell'opera. Da notare che il nome del co-autore del romanzo, Kurt Held, non compare accanto a quello di sua moglie, Lisa Teztner, in quanto all'epoca della prima pubblicazione era perseguitato dal regime nazista per motivi razziali.