Starcrossed
Finalmente una pausa da diafani ed esangui vampiri! Josephine Angelini sceglie un’alternativa abbastanza ardua per offrire ai suoi lettori qualcosa di diverso, inevitabilmente destinato ad una prima smorfia di disappunto. L’idea di riproporre la mitologia in chiave moderna è, infatti, decisamente un azzardo, nonostante alcuni esempi di successo tipo le avventure di Percy Jackson. L’autrice, al suo esordio, si avventura in una trilogia, The awakening series, che ambienta in un liceo americano la tragica storia d’amore che, secondo il mito, condusse al grande conflitto dell’antichità conosciuto come Guerra di Troia. Con l’espressione “star-crossed” si intendono gli amanti infelici, le storie d’amore senza futuro, come se, posto che gli astri governino il destino degli uomini, una stella malevola ne impedisca il lieto fine. Infiniti gli esempi nella letteratura di tutti i tempi e di tutti i paesi (fra tutti Giulietta e Romeo) che, nel campo della narrativa per Young Adults, così alla page di questi tempi, trovano i loro cloni più noti in Edward Cullen e Bella Swan della serie di successo Twilight. E, per la verità, le analogie non si esauriscono con questo. Pur tuttavia questo romanzo appare davvero una novità appassionante e sorprendente, fresca e divertente che incuriosisce il lettore e lo tiene col fiato sospeso, a cominciare dall’inizio misterioso e tranquillo che nulla fa presagire degli sviluppi successivi. Benché si tratti, infatti, di una bella storia d’amore dolce e romantica, la narrazione si fa presto assai più ampia, intrigante e ricca di azione e colpi di scena. Ed è davvero curioso che la talentuosa autrice sia riuscita ad ottenere questo risultato mescolando abilmente vicende moderne, toni epici e le storie antiche degli dei, giunte tal quali dalla mitologia greca narrata da Omero nell’Iliade e nell’Odissea: e se qualcuno pensa, per questo, di trovare il tempo di annoiarsi, beh si sbaglia di grosso. È decisamente uno dei libri più “cinematografici” del momento e suggerisce, nitide, le immagini degli eventi; non ci sarà da stupirsi se se ne dovesse fare un film. La narrazione è serrata, il ritmo veloce. Vari i punti di forza, a partire dall’accurata caratterizzazione dei singoli personaggi, ognuno dei quali si ritaglia uno spazio importante nella storia. E poi i temi, eternamente affascinanti, che arrivano direttamente dalla tragedia greca: la vendetta (“sangue chiama sangue”); la Necessità, dalla quale non si prescinde mai, senza via di scampo; il debito di sangue;gli oracoli. Non a caso questo progetto editoriale di sicuro interesse si presenta come liberamente ispirato all’Orestea di Eschilo, la grande trilogia tragica andata in scena per la prima volta ad Atene nel 458 a.C. e incentrata, tra l’altro, sull’inesorabilità del destino. La Angelini ha decisamente osato molto, ed ha fatto bene, a giudicare dal successo ottenuto negli States e da quello che pare già riscuotere da noi. Un apprezzamento particolare, infine, per l’edizione italiana robusta e compatta che ricorda vagamente un vecchio tomo e per la bella cover originale scelta per la copertina. E, mentre ci chiediamo, ancora dopo secoli, se è vero che “Omnia vincit amor”, attendiamo, magari per scoprirlo, il secondo volume che l’autrice promette essere più dark e più ricco d’azione.
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