Innocenti bugie

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Innocenti bugie
Sono trascorsi sette anni da quando Lauren Brandt se ne è andata da Wisteria. Troppi ricordi dolorosi per una ragazzina di 10 anni che ha visto la madre Sondra morire annegata nelle acque del fiume Sycamore. Una morte avvolta nel mistero: è stato un incidente? Sondra si è suicidata? O si tratta di omicidio? Se fosse quest’ultima l’ipotesi corretta, chi è stato e perché? Il caso è tutt’ora irrisolto. Non che sia stato fatto molto, d’altra parte, per venirne a capo. Tutti hanno optato per l’ipotesi dell’incidente o del suicidio. In fondo Sondra, negli ultimi tempi, alzava un po’ il gomito, niente di più facile che sia caduta in acqua nel pieno di una sbornia o che, afflitta da pensieri cupi, abbia deciso di suicidarsi. Per Lauren è tempo di scendere a patti con il passato e tornare a casa da zia Julie, dalle cugine Nora e Holly e dall’amico Nick, scoprendo che di cose ne sono cambiate. Non tanto zia Jule, che è rimasta la solita artista dispersiva alle prese con debiti di cui si cura poco, né Holly che dimostra di essere il vero capofamiglia, attenta ai conti familiari e accogliente nei confronti della cugina, quanto Nora, decisamente stramba, chiusa in suo mondo, scostante, asociale, convinta che lo spirito di Sondra viva con loro e cerchi vendetta. Che dire poi di Nick, l’amico grassottello con cui da piccola Lauren battagliava a suon di pezzi di anguilla e pollo crudo e che, oggi, è un ragazzo affascinante, sogno di tutte le ragazze della città. Non sarà però facile per Lauren accettare il nervosismo con cui zia Jule interrompe ogni discussione su Sondra, ne indolore scoprirsi infatuata di Nick al pari di Holly e, ancora di più, sarà assai arduo convivere con Nora che sembra capace di gesti pericolosi e maligni nei suoi confronti perché che qualcuno la voglia morta è indubbio: certi incidenti con l’auto non capitano per caso e ogni indizio pare ricondurre proprio a lei… 
L’autrice del romanzo, Elizabeth Chandler, vive a Baltimora dove scrive storie per bambini e ragazzi. Ha ottenuto un buon successo con la trilogia Baciata da un angelo e con Sekrets, una serie interamente dedicata al paranormale di cui Innocenti bugie è il secondo volume dopo Le visioni di Megan. I romanzi che compongono la saga sono separati tra loro: ad accomunarli solamente l’essere ambientati a Wisteria, immaginaria città del Maryland, e il ruotare attorno al tema del soprannaturale. In effetti, fin dai primi capitoli si intuisce che il paranormale giocherà un suo ruolo nel dispiegarsi della vicenda e ci si aspetta di fare dei sobbalzi sulla sedia e di sentirsi accapponare la pelle. Ahinoi di brividi se ne avvertono però ben pochi ed è presto la noia lo stato in cui si sprofonda. Nemmeno la relazione affettiva tra Lauren e Nick regala sussulti. Nella parte conclusiva del romanzo, quando i due si riconciliano, lo scambio di battute è di questo tenore: “Non sapevo che un semplice bacio potesse essere così sconvolgente. Sentivo il cuore battermi all’impazzata, non so come facessi a non percepirlo”. Risposta “Non potevo perché il mio faceva più rumore del tuo”. Da rimanerci secchi. Il libro è pensato per una lettrice giovane (il romanzo è stato etichettato come “letteratura young adults” non a caso) ma la percezione è che questo tipo di lettrice meriti qualcosa di meglio e di più. Di più avvincente e di più compiuto. Non c’è abbastanza suspence né abbastanza mistero (il “colpevole” lo si indovina con poco sforzo di immaginazione), non c’è abbastanza tensione né abbastanza romance. C’è solo una trama, tutto sommato zoppicante nel ritmo, che non basta affatto a saziare la fame di storie del lettore e che, quando un personaggio secondario, sul concludere della vicenda, afferma “Penso che questa soap opera possa finire”, gli fa esclamare: “Pienamente d’accordo!”.