Umbria misteriosa

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Umbria misteriosa
La tragedia di Monteverde fu assurda e inspiegabile: un incidente di caccia, un proiettile che spegne una giovane vita e il fantasma di quel bambino che aleggia oscuro e prepotente nel casolare di famiglia ancora oggi, spaventando gli sporadici avventori. A Spoleto invece sedute spiritiche effettuate per poter parlare con qualche caro defunto si trasformano in esperienze traumatiche, portali che si aprono su una dimensione terrificante traumatizzando  i presenti  per tutta la vita. In una cascina situata nella profonda campagna perugina invece gli inquilini assistevano a strani fenomeni paranormali, oggetti che sparivano, porte che si chiudevano all’improvviso e urla nel cuore della notte, in quel caso neppure un esorcismo autorizzato da Roma fu in grado di stemperare quegli inspiegabili fenomeni, gli inquilini furono costretti infine ad abbandonare l’edificio e fuggire lontano da quei luoghi ameni. Nei dintorni del lago Trasimeno invece sono famosi gli avvistamenti di lupi mannari, uno in particolare che si trasforma solo durante la notte di Natale in quanto proprio quando era bambino, durante tale festività mentre si recava in cantina a prendere del vino fu morso da un uomo-lupo...
Molti paesini che circondano la campagna perugina nascondono storie raccapriccianti. Alcune sono semplici leggende, altre invece episodi realmente accaduti e opportunamente documentati. Il filo conduttore degli avvenimenti racchiusi in questo libro è rappresentato da  morti truculente di personaggi ignari che - per pena o devozione - rimangono rinchiusi in quei luoghi testimoni dell’assurda dipartita. Casolari “fondali” silenziosi di disgrazie, come nel racconto Tragedia familiare, che vede un bambino schiacciato dalla ruota di un trattore guidato dal proprio zio. L’uomo afflitto dal senso di colpa sarà tormentato da una presenza notturna (forse il fantasma del nipotino) che abiterà il podere per l’eternità. In un castello in provincia di Gubbio invece, il proprietario - tale Luciano Filippo Giunta - dichiara che lo spirito che infesta la sua magione (un ragazzo ucciso nel 1100 per poi venire derubato del suo ricco patrimonio) è buono, chiede solo preghiere e attenzioni affinché la sua anima possa trovare la sospirata pace. Oppure semplicemente é il caso ad essere portatore d’infami nefandezze: un errore durante una battuta di caccia,una vita che viene spezzata all’improvviso, e l’anima dell’innocente sarà per sempre imprigionata in quel bosco, sfondo inconsapevole della miserabile tragedia. Lucia Pippi è una giornalista umbra che negli ultimi anni si è dedicata alla ricerca di testimonianze e racconti misteriosi che permeano la provincia in cui vive. Così i documenti intrisi di mistero e terrore vengono raccolti in questo manoscritto e presentati al lettore come un tempo si faceva di notte, durante interminabili e suggestivi falò estivi. L’esperimento della scrittura a quattro mani sostiene il lavoro, anche se talvolta le storie sono troppo brevi e scarseggiano dei particolari che potrebbero invece arricchire il racconto. Il libro fa parte di una nuova collana della Gramma edizioni, chiamata appunto Umbria noir, e i due scrittori sono stati scoperti per caso dall’editrice su internet (ecco uno di quei casi ammirabili in cui il web viene utilizzato per nobili scopi e non solo per una ricerca ossessiva di nuovi film porno!) grazie alla certezza che la rete fosse il mezzo giusto per creare il passaparola necessario ad una diffusione maggiore del loro lavoro. Ma è poi vero che in Umbria ci sono i lupi mannari come documentano i due autori? O si tratta di qualche annoiato spettatore del festival jazz che durante una nottata di luna piena si è trasformato in un cane bavoso e rabbioso?