Trinidad & Tobago

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Trinidad & Tobago
Trinidad e Tobago sono una Repubblica indipendente dal 1962. Giuseppe Sofo vi si reca per svolgere delle ricerche per una tesi sul carnevale, la manifestazione che più di ogni altra rappresenta l’anima di queste due isole caraibiche. I primi giorni sono difficili, si trova immerso in una nuova realtà, senza apparenti punti di riferimento. Vive nella capitale Port of Spain, in un appartamento che ha recuperato a St. Ann’s piuttosto lontano dall’università. Tutto gli appare in continuo e vorticoso movimento, le giornate sono piene di luce mentre il caldo è soffocante e la febbre non gli dà tregua. Dopo una settimana l’ambientazione di Sofo cambia. In suo aiuto è venuto Marvin George, il suo professore, che gli ha trovato una stanza alla Morton House, la chiesa presbiteriana di Tunapuna ad un quarto d’ora dal campus. L’università è un mondo stimolante, ricco di piacevoli sorprese. Incontra scrittori del livello di Pat Bishop o di Earl Lovelace, che si rivelano molto disponibili, partecipa a lezioni per niente accademiche, dove si parla di “spiriti maligni” o di “forze negative o positive” senza pregiudizi culturali. Suggestivo anche se faticoso è aiutare le compagnie teatrali nell’allestimento dei loro spettacoli, quasi sempre legati alle tematiche carnevalesche. Soprattutto il ricercatore italiano entra in diretto contatto con la vitalità dell’isola, assaporandone i cibi, i colori, i suoni, e partecipando ai festival rituali. Ma questo non è ancora niente rispetto al carnevale vero e proprio che vivrà di lì a poco…
Giuseppe Sofo è un po’ di tutto: giornalista, scrittore, traduttore. È soprattutto un viaggiatore e lo si capisce bene quando racconta con sensibilità la solitudine, le paure, ma anche il coraggio di chi vive a migliaia e migliaia di chilometri da casa. Dalla sua esperienza nell’isola caraibica nasce Trinidad & Tobago, una guida particolare molto narrativa a metà strada tra il diario e il reportage. Il libro è diviso in due parti, corrispondenti alle due permanenze nel piccolo paese sudamericano. La prima ha un taglio antropologico, di graduale conoscenza del luogo e della gente. È descritta una società a misura d’uomo, fatta di semplicità, di joie de vivre, di ritualità, di una multiculturalità riuscita (vi confluiscono origini diverse, europee, africane, sudamericane, indiane). Le debolezze di questo popolo, confrontate con la civiltà occidentale, agli occhi di Sofo si capovolgono diventando una dimostrazione di originalità e una ricchezza culturale. La seconda parte è più tecnica, incentrata sul tema del carnevale. Nessun aspetto di questa manifestazione è tralasciato: le radici storiche, l’illustrazione dei significati allegorici, l’organizzazione, dai concerti di apertura di grandi musicisti quali Machel Montano o Fay-Ann alla preparazione dei costumi. In modo particolare ci si sofferma sul senso politico del carnevale, inteso come affermazione di uno “spazio di una costante lotta di resistenza” al potere coloniale. Al contrario dell’Europa, dove questa festività è considerata “una temporanea fuga dalle responsabilità e dalle consuetudini sociali”, a Trinidad essa rappresenta il simbolo della della fine della schiavitù dell’etnia africana. Quella di Sofo è un’immedesimazione totale con il luogo, sia mentale che fisica, che lo porta ad una visione esageratamente entusiastica del piccolo Stato, rischiando di compromettere una necessaria obiettività d’analisi. Manca quel distacco critico dalla realtà osservata che da sempre ha caratterizzato la letteratura di viaggio, basti pensare a un Evelyn Waugh o a un Henri Michaux. Forse dovrebbe essere ripensata l’estetica della narrativa di viaggio contemporanea, troppo intenta ad aderire incondizionatamente all’”altrove” e a cedere a facili e seducenti esotismi, senza guardarli con occhio più introspettivo e riflessivo. Certo è che le pagine in cui Sofo descrive il suo privato sull’isola caraibica o si inoltra nel profondo della cultura carnevalesca restano un saggio di scrittura.