Il trono cremisi
Sudhir Kakar, scrittore, psicanalista e saggista indiano, è una figura molto apprezzata a livello internazionale. Dopo aver completato la sua formazione tra l'India, la Germania e gli Stati Uniti, ha scelto di dedicarsi alla scrittura, divenendo autore di numerosi saggi e romanzi incentrati principalmente sulla sua terra, l'India, e sulla sua gente. Con il suo ultimo romanzo, Il trono cremisi, Kakar ha scelto di narrarci un periodo storico delicato e controverso che ha segnato l'avvenire di un’intera nazione. Per farlo ha scelto di calarsi nei panni di due stranieri, due europei che vissero realmente alla corte di Shah Jahan durante la fase finale del suo regno. Due personaggi che tra loro hanno in comune solo il fatto di provenire dallo stesso continente: Manucci, l'italiano, ha un carattere più simpatico e canagliesco, mentre Bernier, il francese, risulta una persona fredda, austera e critica. Due uomini agli antipodi che, non a caso, hanno il compito di farsi da portavoce di due fazione rivali e contrastanti: quella di Dara e quella di Aurangzeb. Entrambi stranieri e occidentali, se da un lato riescono a guardare con distacco quanto avviene intorno a loro, dall'altro riescono a riportare due punti di vista diversi dello stesso periodo storico. Una voce più coinvolgente, carica di empatia ed emozione, si alterna una voce più distante e formale, così da rispecchiare il conflitto stesso tra i due principi protagonisti attraverso un ritmo narrativo alternato e contrastante. Con un linguaggio sublime e coinvolgente, Kakar ci porta alla scoperta di un Impero leggendario, quello Moghul, svelandoci segreti, fascino ma soprattutto corruzione, giochi di potere e scontri di religioni che, a distanza di secoli, continuano ancora ad esistere.
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