Storia delle SS
Adrian Weale è una insolita figura di giornalista specializzato in storia militare: ufficiale dell'Intelligence britannica, è stato addirittura nominato vicegovernatore della provincia di Dhi Qar, nell'Iraq meridionale, per supervisionare l'andamento delle elezioni di qualche anno fa. Il suo approccio alla storia delle SS è abbastanza innovativo, molto severo con le atrocità perpetrate dalle Schutzstaffeln ma anche attento a determinare i fatti e non a rincorrere i miti come invece spesso accade in molti saggi sul nazismo. Le atroci contraddizioni della figura di Heinrich Himmler, il brillante e amorale leader che prese un “gruppo di 280 picchiatori a tempo perso” nel gennaio 1929 e lo trasformò in un letale corpo d'élite intriso di mistica razzista destinato a rimanere in eterno nell'immaginario collettivo, emergono chiaramente dal saggio e anzi quasi si rispecchiano nella prosa di Weale, che pare un po' oscillare tra ammirazione e disprezzo per “il fedele Heinrich” e per la sua brillante carriera finita ingloriosamente nella paura, nel tradimento e con un suicidio. Nessuna ombra invece nella condanna della tragica vicenda delle leggi razziali e dell'Olocausto: agli orrori dei campi di sterminio è dedicata una buona metà del libro, la più terrificante.
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