L'abito non fa la monaca

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L'abito non fa la monaca

Arnelle non riesce a dormire. Appena di ritorno dall'ex colonia penale di Saint-Laurent-du-Maroni dove ha girato un servizio per la tv, la giornalista è in piena crisi da jet-lag, e invece di rigirasi senza pace nel suo letto, decide di approfittare delle mille chance che la godereccia notte parigina offre a chi la sa esplorare. Giunta al Népal, una discoteca lesbica molto alla moda, Arnelle incontra la proprietaria Manuela, sua vecchia amica, che le svela che il locale è stato teatro di un omicidio poche ore prima. Un omicidio misterioso: quella mattina gli addetti alle pulizie hanno rinvenuto nelle toilette il cadavere di una ragazza giovanissima, una fanatica del piercing. La bella sconosciuta è stata strangolata con un foulard di Hermès, ma la cosa davvero misteriosa è che all'orario di chiusura tuto era in ordine: quando e come la vittima e l'assassino si sono introdotti nel locale chiuso? E soprattutto, si tratta di un assassino o di un'assassina, come tutto lascia sembrare? Armelle indaga, coinvolgendoci in un'avventura torbida che ci svelerà i segreti dell'ambiente delle gudù parigine...

Arriva anche in Italia il primo dei gialli scritti a quattro mani da Hélène de Monferrand ed Élula Perrin, due figure centrali del movimento lesbico francese. Due donne molto diverse tra loro (raffinata donna di lettere la de Monferrand, virulenta polemista militante la Perrin, tra l'altro per anni proprietaria di un locale - il Katmandu - del tutto simile al Népal della vicenda) ma capaci di completarsi a vicenda dando vita ad una trama non priva di violenza, sensualità e mistero, ma pervasa sempre da un humour sottile e scanzonato che ne alleggerisce di molto l'atmosfera.