Il birrodotto del molo

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uno
Il birrodotto del molo
Il caffè che Alessandro si prepara ogni fottuta mattina ha un sapore più amaro del solito. Da quando Silvia l’ha lasciato nulla ha più importanza. Il letto matrimoniale è troppo grande e vuoto per una persona sola, niente dona più la stessa gioia, neanche il lavoro - quello di giornalista - che gli ha dato tante soddisfazioni. Gli unici momenti che vale la pena di vivere sono quelli che passa con il suo cane Billy, le interminabili corse mattutine quando l’aria autunnale è fresca e pizzica la pelle sudata, o quando si dedica al suo romanzo lasciato “nel cassetto” troppo a lungo. Proprio durante una di queste passeggiate a perdere Alessandro scopre un piccolo pub, “Il birrodotto del molo”, un luogo dove potersi finalmente rilassare. Lascia Billy fuori dall’entrata e una volta varcata la soglia si sente per la prima volta, dopo tanto tempo, riempito da un calore avvolgente  e da un senso di pace inspiegabile…
Ci troviamo di fronte alla solita storia di un giovane alcolizzato che scrive nel tempo perso sperando di pubblicare il suo libro, ha perso la ragazza e si strugge tra interminabili e angoscianti riflessioni filosofiche.  La trama - seppur trita e ritrita - poteva essere sviluppata meglio e stuzzicare quindi la curiosità, o meglio ancora l’empatia, del lettore. L’autore però non riesce a coinvolgere, la storia appare fredda e distaccata, non ‘arriva’ dal  protagonista quel dolore immenso e quel senso di sconfitta che si prova soltanto quando ormai si è persa qualsiasi cosa. L’utilizzo di frasi fatte e luoghi comuni rendono le poche (fortunatamente) pagine davvero noiose. Non c’è alcuna verve, latitano carattere e personalità, i capitoli iniziano sempre nello stesso identico modo:  il protagonista si alza, sconvolto dalla sbronza della sera precedente e si accorge di essere rimasto solo, piange e si prepara un caffè. Depressione e angoscia permeano tutto, ma non sono il punto di partenza di niente, il pretesto per nessuna arte: ti ritrovi prigioniero in un blues che si interrompe dopo poche battute lasciandoti là frustrato e perplesso.