Il segreto di Ortelia
Bellano, placido e pittoresco paese sulle rive del lago di Como, fa da sfondo alle vicende tragicomiche del burbero Amleto Selva, che da semplice garzone di bottega si ritrova, grazie ad un matrimonio di convenienza, proprietario di una macelleria. Amleto, impegnato nella sua ardua scalata sociale, gestisce la sua bottega tra alti e bassi, detesta sua moglie Cirene (rea di non soddisfare le sue insaziabili voglie) e ha fatto dell’adulterio una vera e propria arte: un'arte che spesso e volentieri, però, gli fa passare seri guai. Le cose non cambiano quando viene al mondo la sua unica erede, la insipida Ortelia che si rivelerà con il passare degli anni la chiave della sua fortuna ma anche della sua rovina, e che prenderà, custode di un indicibile segreto, le redini della intera vicenda in un movimentato finale a sorpresa...
Il romanzo, che si snoda tra gli anni ‘20 e gli anni ‘40 - ma dove la Storia non è altro che uno sfondo sbiadito - è popolato di un nutrito repertorio di personaggi che incarnano perfettamente i vizi e le virtù della provincia: dal medico “confessore” e compiacente, alla servetta esuberante, dal bottegaio furbo e “maneggione” alla virtuosa signora tutta casa e Chiesa, dal Prete informato di qualsiasi cosa accada fuori dalla canonica alla compiacente tenutaria di bordello. Andrea Vitali, dopo il successo di Olive Comprese, continua a scandagliare, armato di lente da entomologo e di un sorriso amaro sulle labbra, la torbida e movimentata vita di paese, offrendo al lettore un universo popolato di “maschere” e situazioni le cui sfumature passano continuamente dalla farsa alla tragedia. Da Balzac ad Hogart, passando per Verga e Courbet - solo per citare i classici - la borghesia è da sempre stata oggetto di attenzione e scherno da parte di pittori e letterati, come se la fonte di tutti i vizi e il crogiuolo dei mali del mondo fosse proprio quella classe media, attaccata solo al soldo ed all’apparenza. Vitali non fa che raccogliere con umiltà e perizia il pesante testimone di cotanti precedessori, e di questi tempi non è davvero poco…

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