I diari di Mussolini [veri o presunti] – 1939

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I diari di Mussolini [veri o presunti] – 1939
Inizia il 1939, e Benito Mussolini si chiede angosciato: “Sarà un anno caldo per l'Europa e per il mondo?”. Il dittatore fascista – consapevole dei limiti enormi della macchina militare italiana e dei propositi aggressivi del III Reich – si interroga su come gestire l'ingombrante alleanza con Hitler e sul modo migliore per assurgere al ruolo di mediatore tra i blocchi e ago della bilancia della scena politica europea, mentre cova una crescente irritazione nei confronti della Francia. Intanto, la guerra civile spagnola infuria, la Polonia va verso il baratro, la questione ebraica induce alle ipotesi più strampalate, e la gestione quotidiana del potere trascina il duce da un'inaugurazione a una premiazione, da una cerimonia a una escursione in montagna...
Parte con il fascicolo datato 1939 la pubblicazione delle cinque agende manoscritte acquistate da Marcello Dell'Utri – uno dei più facoltosi collezionisti italiani di rarità librarie – che da circa tre decenni 'girano' nell'ambiente dei bibliofili e degli storici senza che si riesca ad addivenire a conclusioni certe sulla loro autenticità o falsità. Se infatti l'opinione pressoché unanime degli addetti ai lavori è che dei diari di Mussolini esistano (affidati a padre Agostino Gemelli e nascosti in Vaticano oppure consegnati all'ambasciatore giapponese presso la RSI Hidaka e finiti chissà dove, queste le ipotesi più gettonate), prevale tra gli studiosi l'opinione che non si tratti di questi, considerati dalla maggioranza falsi ingegnosi o addirittura diari 'di comodo' vergati da un Mussolini ormai consapevole della sconfitta imminente e ansioso di costruirsi un background più rispettabile agli occhi dell'Europa post-hitleriana. Il volume, nella corposa e interessantissima introduzione, elenca i pareri negativi (Giovanni Sabbatucci, Silvio Bertoldi, Nello Ajello, Paolo Simoncelli, Nicola Caracciolo, Valerio Castronovo, Luciano Canfora, Emilio Gentile, Giordano Bruno Guerri, Marino Viganò, Armando Petrucci, Terzo Maffei) e positivi (Brian Sullivan, Denis Mack Smith, Nicholas Barker, Roberto Travaglini) con onestà e per maggior chiarezza riporta in appendice la riproduzione anastatica dell'originale manoscritto dell'agenda. La nostra impressione? Sarebbe basata su dilettantesche illazioni e quindi ve la risparmiamo: resta la curiosità per un documento comunque prezioso e l'interesse per un libro (primo di una serie di cinque) molto ben curato nell'edizione e facilmente fruibile nei contenuti. E poi, se anche si trattasse di un falso come tutto lascia pensare, lo vogliamo premiare il talento dell'ingegnoso falsario che ha organizzato il raggiro o no?