Il dolore apre il cuore
Nove interviste ad una icona della letteratura contemporanea: Isabel Allende. Laura Flanders, Carol Zapata-Whelan, Gianfranco Grechi, Miguel Paz, Deborah M Labrador, Katryn Petruccelli, Daniela Pizzagalli, Bob Baldock e Dennis Bernstein, Miguel A. Alejo Alvarez sono i giornalisti che hanno incontrato, nell’arco di 12 anni, la scrittrice cilena. Una serie di incontri nei quali si affrontano gli argomenti più scottanti legati alla movimentata e intensa vita della celebre autrice de La casa degli spiriti: si parla del golpe militare dell’11 settembre 1973 in Cile (“Quell’11 settembre penso di aver perso la mia innocenza”), del realismo magico (“L’immaginazione è l’esaltazione della realtà”), delle piccole nevrosi da scrittore di successo ("Beh, non potrei mai cominciare a scrivere un libro in un giorno che non sia l’8 gennaio") ma si legge anche del dolore per la perdita prematura della figlia (“Mi alleno quotidianamente per avere Paula presente. Non voglio che il ricordo di Paula cominci a svanire”) e del senso del suo mestiere (“Scrivo semplicemente per raccontare la storia, ho come la sensazione che tutte le storie esistano, che si trovino in un posto oscuro, nascosto: il mio lavoro è portarle alla luce, scrivendole con il mio computer”). Non mancano, però, cenni all’impegno sociale e politico (“La grande sfida della nuova presidenza del Cile (il presidente è una donna, Micelle Bachellet, ndr) è creare una rete di protezione sociale”) e giudizi sugli Stati Uniti, la terra dove la Allende vive attualmente (“Quando Bush è stato rieletto ero pronta a fare le valige”). A chiudere, un brevissimo profilo biografico a cura di Susanna Bernabei.
Ci sono scrittori che sono delle vere e proprie istituzioni e vantano nel mondo uno zoccolo duro di fedeli lettori che ne divorano con avidità le opere, buone o mediocri che siano: Isabel Allende è una di questi. Una donna ironica e vulcanica, che ha provato sulla sua pelle le ferite della Storia, che ha sofferto nel privato e che sogna - e chi di noi lettrici non lo farebbe - di mangiare Antonio Banderas “avvolto su una tortilla messicana”. Una scrittrice capace di svegliare il marito in piena notte per fargli domande necessarie alla stesura del suo prossimo libro, e impegnata in politica con inaspettata veemenza. Grandi e piccoli particolari che rendono le interviste raccolte in questo volumetto toccanti, divertenti, sorprendenti e curiose. “La vita mi ha dato riso e pianto a mani piene, non posso lamentarmi”: una biografia che inevitabilmente è già un romanzo.
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