


Richard Lancelyn Green è il massimo esperto mondiale di Sherlock Holmes. Nel momento in cui crede di essere vicino a risolvere il mistero che avvolge le ultime carte di Sir Conan Doyle viene trovato morto sul suo letto con dei pupazzi intorno. Apparentemente sembra un omicidio e molti particolari richiamano le ambientazioni delle avventure di Sherlock Holmes. Ma le cose non sono così semplici come potrebbero apparire… Cameron Todd Willingham viene incriminato per aver appiccato fuoco alla sua casa ed aver ucciso volontariamente le sue due bambine nell’incendio. In molti testimoniano contro di lui, le perizie sul percorso del fuoco sembrano non dargli scampo, eppure Cameron, nonostante i suoi trascorsi turbolenti, si dichiara sempre innocente, con forza e determinazione. Finisce nel braccio della morte, lasciato solo da tutti in attesa del giorno dell’esecuzione. Ma è davvero lui il colpevole?... Frédéric Bourdin, dalla vita eccentrica, è un mago del trasformismo. Può diventare chi vuole e soprattutto può trasformarsi facilmente in un bambino, nonostante i suoi 30 anni. Per la sua ennesima trasformazione e per la smania di superare sempre se stesso si trasforma in un bambino scomparso e dalla Francia sbarca negli Stati Uniti tra le braccia di una madre perplessa che pare nasconda qualcosa di torbido nel proprio passato. Diventa suo malgrado il custode di una verità agghiacciante per continuare ad essere quello che è: un camaleonte… Steve O’Shea è un biologo neozelandese senza fondi, ma accecato dalla smania di ricercare la piovra gigante che ha infiammato la fantasia di molti oceanografi. Vi dedica tutta la sua esistenza, tutti gli sforzi e tutto se stesso con caparbietà indefessa. Per quanto le sconfitte siano difficili da digerire, trovare un esemplare per O’Shea diventa l’unica vera e profonda ragione di vita… Jacek Wrobleski è un trettottenne investigatore polacco che decide di riaprire un cosiddetto “cold case” di un uomo trovato morto nelle acque del fiume Oder. Il principale sospettato è l’autore di un libro scabroso per la cattolica Polonia, pieno di oscenità e con al centro un omicidio che ha tutte le fattezze di quello realmente compiutosi per mano, apparentemente, di ignoti. Per il solo fatto di aver scritto quelle cose e di essere entrato in qualche modo in contatto con la vittima, l’autore viene incriminato e dichiarato colpevole. Può un libro rivelare il mistero di un omicidio postmoderno? A che scopo l’autore, se avesse commesso il delitto, lo avrebbe raccontato per filo e per segno in un libro che porta in calce, senza artifici, il proprio nome e cognome?
Le ossessioni albergano nelle più profonde pieghe del nostro animo. Quando affiorano, esplodono come fuochi d’artificio in miriadi di schegge di follia pura. Tutti i personaggi che David Grann - con il piglio del reporter che si concede volentieri alle digressioni narrative - mette in fila sono letteralmente bruciati da una curiosità insaziabile, dalla voglia di arrivare fino in fondo alla propria ossessione che si chiami Arthur Conan Doyle o sia una piovra gigante. Storie vere ai limiti del paradosso, anzi, che scavalcano il paradosso con balzo agile e disinvolto. Personaggi eccentrici, protagonisti di vicende tanto assurde quanto tremendamente reali, incastrati tra la forza del destino che li travolge e la follia che li fa ardere e li spinge spesso alla morte, nel migliore dei casi alla disperazione, oppure alla rassegnazione di rimanere imprigionati nei propri personaggi, sfigurandosi dall’essere persone. Un lavoro non facile da digerire per la crudezza delle storie, per la profondità dei sentimenti che abitano in ogni singola vicenda. Difficile da digerire anche per il paradosso che è, assieme al tema centrale dell’ossessione, il comune denominatore di tutte le storie. Va tuttavia detto che questa seconda fatica di Grann non è così avvincente come
Z – La città perduta. I cali di tensione sono molti e man mano che si procede le storie della seconda metà del volume perdono mordente, l’interesse per il racconto lascia progressivamente spazio ad una crescente angoscia e ad una forte sensazione di inquietudine. Insomma, ad un certo punto il libro inizia ad essere noioso e le storie meno lineari. Forse perché non tutte sono ugualmente interessanti (Delitto vero); forse perché qualcuna sembra starci un po’ forzatamente (Il vecchio e la pistola; Crimetown USA). Peccato perché con Circostanze misteriose
e Il giudizio del fuoco, le prime due storie che aprono la carrellata, il lettore inizia a pregustare una lettura molto allettante, con una narrazione serrata, molto ben strutturata anche in passaggi particolarmente difficili e cervellotici, salvo poi subire una tremenda delusione man mano che l’onda di entusiasmo iniziale perde di potenza. Chi ha letto la prima fatica di Grann insomma non può che rimanere deluso da questa seconda prova che per quanto abbia un tema centrale molto forte, che risalta sempre, resta probabilmente schiacciata da un accumulo eccessivo di narrato, non sempre all’altezza. Sarà per la terza.