Il piccolo cane
Si respira il profumo della natura nelle pagine del breve romanzo di Kerstin Ekan, scrittrice svedese avvezza a raccontare di storie in cui il mondo paesaggistico, oltre ad essere corona fondamentale per l’integrazione dei personaggi animali al vissuto, è occasione per mettere in luce con metafore e simbologie i valori della vita. E così accade anche ne Il piccolo cane, in cui una creatura giovane e inesperta si confronta con un destino avverso che lo ha buttato a capofitto nel cuore delle esperienze più tempranti ma anche più dure e responsabilizzanti per una vita agli albori: la solitudine di fronte alle prove che il giorno gli pone davanti, la ricerca di sostentamento, sia di cibo che di riparo, per scampare alla durezza dell’inverno, la lotta quotidiana per la sopravvivenza e per farsi accettare e rispettare dalle altre creature che popolano il suo mondo. Un mondo che dal calore della casa e del pelo della madre è divenuto improvvisamente un universo minaccioso che gli chiede di imparare rapidamente ad attivare gli istinti, a percepire gli elementi, i suoni, i profumi naturali e buoni da quelli pericolosi della natura. Cresce, matura in fretta il piccolo cane: ogni giorno più saldo sulle sue zampe, sfida i suoi nemici, si approccia generoso con chi incontra senza sapere che anche dietro i gesti di amicizia si celano false lusinghe. Un romanzo che parla di animali e di natura, ma anche di una relazione tra uomo e animale, nella quale è la forse che occorre attivare le più acute sicurezze.
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