Io, Ibra
Spaccone, bullo, presuntuoso, irriverente, scontroso. Eppure emozionante e geniale come un'opera di Picasso. Zlatan Ibrahimović in questa autobiografia si racconta e racconta il calcio - ma non solo - con la stessa nonchalance con la quale sa piazzare nel sette – magari di tacco - un pallone che uno già minimamente forte a malapena riesce solo a stoppare. Dall'infanzia povera ma vissuta con l'ombra mastodontica e fiera del padre accanto - uomo di pochissime parole, troppo incline alla bottiglia per riuscire a seguire l'irrequieto adolescente Zlatan - alle prime esperienze calcistiche in squadrette di periferia dove già incantava, lui gigante di uno e novanta, con movenze ballerine da brasileiro manco fosse sulla sabbia di Rio, per cercare riscatto con fanciulle fin troppo interessate a macchinoni e verdoni scintillanti. Fino ai contratti milionari con le prime squadre professionistiche e miliardari con Juve, Inter, Barcellona e Milan. Ne viene fuori un racconto e un ritratto spassoso di un personaggio eccentrico e sicuramente sopra le righe, ma con una volontà d'acciaio e una capacità altissima di reggere il confronto con prove impossibili, spostando l'asticella delle sue ambizioni quasi sempre oltre il limite della sfida. Ma non c'è solo il calciatore. Ibra da subito capisce che le sue giocate possono non solo incantare e finalmente conquistare signorine ora pronte a far la fila per montare sulle sue Ferrari da collezione, ma anche regalargli soldi a palate. I suoi piedi magici sono infatti S.p.A che riempiono conti in banca a nove zeri con la facilità di un dribbling. Ecco perché affida le sue preziose gambe al fuoriclasse del mercato mondiale, il procuratore di origini italiane Mino Raiola. Fisico da pizzaiolo ma cervello finissimo, Raiola è capace come nessun altro di trasformare i presidenti dei più titolati club di mezza Europa in slot machine, pronte a riversare gettoni d'oro nelle tasche – sue – e dei suoi assistiti. Scritta a quattro mani con il giornalista David Lagercrantz questa biografia farà le gioie dei fan più sfegatati di Ibrahimović, ma anche di coloro che semplicemente masticano calcio e si vogliono divertire a spiarne le quinte, gustandosi le numerosissime bordate che il gigante di Malmö per una volta riserva non soltanto ai portieri avversari, ma anche a colleghi, allenatori e dirigenti.
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