


Verso la fine della seconda guerra mondiale, il movimento di Resistenza attivo nell’Italia del nord fu teatro di alcuni episodi oscuri. I partigiani “bianchi” e alcuni elementi scelti dei contingenti repubblichini, a stretto contatto con l’intelligence inglese, misero in piedi una rete di contatto che aveva come obiettivo primario di impedire ai combattenti comunisti la presa del potere. A capo di questa struttura occulta fu posto Edgardo Sogno, personaggio quanto mai controverso e protagonista più volte, nel dopoguerra, di disegni eversivi e tentativi di golpe. Non fu questo il primo né l’ultimo tentativo britannico di pilotare nell’ombra la direzione delle vicende politiche italiane per farle allineare ai propri interessi. Tanto che, nel momento in cui Enrico Mattei, all’inizio degli anni cinquanta, provò ad attuare una strategia di espansione della rinnovata Eni all’interno del Mediterraneo, la diplomazia del Regno Unito tentò tutte le carte a sua disposizione per osteggiarlo. Furono centinaia i giornalisti, gli intellettuali, i politici - in altre parole gli “influencers” - messi a libro paga o al servizio degli inglesi, che ripresero le informative e gli articoli pre-confezionati dall’Information Reasearch Department, diretti sostanzialmente ad esaltare sentimenti anglofili e a demonizzare il comunismo nel pubblico italiano. Ma la propaganda non fu il solo strumento di ingerenza britannica nel normale svolgimento della vita democratica del nostro Paese. La minaccia del “compromesso storico” tra DC e PCI con l’avvento di Moro e dell’ala moderata democristiana portò addirittura ad un avvicinamento dell’intelligence della Gran Bretagna alle frange della destra eversiva italiana in funzione anti-comunista...
Dall’analisi di centinaia e centinaia di documenti ufficiali della diplomazia inglese desecretati recentemente dal Foreign Office, i giornalisti Giovanni Fasanella e Mario José Cereghino sono riusciti nella non semplice impresa di ricostruire alcuni episodi oscuri della storia italiana dell’ultimo secolo. Il risultato è a tratti impressionante perché rivela quanto sia stata forte e costante l’azione intentata dalla Gran Bretagna per far rientrare nella propria orbita d’influenza il nostro Paese. Alla luce di questa documentazione, infatti, la matassa intricata di tentativi di golpe, attentati e stragi eversive neofasciste, assassini politici da parte dei brigatisti rossi, pur conservando tanti elementi oscuri, sembra rivelare nuove motivazioni e nuovi attori internazionali, la cui presenza fino ad oggi era molto più sfumata. Il testo, pur essendo - giustamente - molto circostanziato nelle fonti, è scritto con un taglio divulgativo, proprio per consentirne un’ampia diffusione ad un pubblico che vada oltre la cerchia degli appassionati. Tuttavia, la lettura presuppone una conoscenza almeno di base della storia italiana dal fascismo ad oggi.