


Hollywood. Valentino è un archivista cinematografico in cerca di abitazione con annessa sala di proiezione. I soldi però sono pochi, e quando l'agente immobiliare gli organizza una visita guidata all'Oracle l'idea di comprare quel vecchio cinema fatiscente non gli passa neanche per l'anticamera del cervello. Così segue la donna senza dare peso alle sue parole, ripensando soltanto, con nostalgia, ai film muti che tanti anni prima impreziosivano quel luogo. Ma all'improvviso una visione: tra la polvere di un vecchio contenitore di pizze cinematografiche spunta fuori un'etichetta che recita la scritta "Rapacità". Senza indugi Valentino acquista l'edificio con tutto quello che c'è dentro e corre a condividere la scoperta con il professor Kyle Broadhead, massima autorità in materia. La pellicola è proprio ciò che Valentino sperava: la versione integrale - dalle otto alle dieci ore - di "Rapacità" (Greed), capolavoro scomparso del regista Erich Von Stroheim. A questa incredibile scoperta ne succede un'altra ancora più sconvolgente: nei meandri dell'edificio si nasconde un cadavere, o perlomeno quello che ne resta. La faccenda si complica perché, anche se il morto sembra 'datato', la polizia vuole indagare. E considera "Rapacità" soltanto una prova da accatastare senza alcun riguardo in magazzino. Ma il nitrato d'argento è una brutta bestia: senza la giusta conservazione la pellicola rischia di deteriorarsi in poco tempo. L'umanità rischia di essere di nuovo privata di quel capolavoro e Valentino riesce ad ottenere solo una proroga. Tre giorni: troppo poco per eseguire una copia ma abbastanza per tentare di risolvere il mistero...
Celebre in America per aver dato i natali al burbero investigatore Amos Walker – ventitre romanzi mai emigrati in Italia – Estleman irrompe nelle nostre librerie con il primo episodio della sua seconda creatura: l’archivista e ricercatore cinematografico (o “detective cinematografico”, come recita il biglietto da visita allo scopo di attrarre lo show business) Valentino. Estleman semina sulla strada di questo trentenne omonimo ed omologo del celebre divo del cinema muto ben due misteri. Uno ispirato alla realtà: la scomparsa della versione originale di “Rapacità” , uno dei più celebri film perduti di Hollywood. L’altro, l’assassinio, semplice esigenza di copione. C’è da dire che il primo mistero domina indiscutibilmente le pagine del romanzo. Nonostante alcuni dialoghi ricordino la miglior tradizione di investigatori americani senza macchia e senza paura – Marlowe e Spade su tutti – l’elemento giallo è surclassato dalla monomania che ossessiona quasi tutti i personaggi: il cinema, la prima vera forma d’arte americana. E il fatto che Valentino e compagni siano molto più preoccupati a rievocare con nostalgia il cinema dimenticato degli anni venti potrebbe deludere chi da queste pagine si aspetta atmosfere thriller. Ma c’è l’altra faccia della medaglia: le numerose chicche cinematografiche ed i dettagli tecnici che impreziosiscono il romanzo renderanno sicuramente felici tutti i lettori cinefili.