Come fiori di mandorlo o più lontano

Come fiori di mandorlo o più lontano
Ovunque nei versi lo sradicamento esistenziale del poeta risulta evidente: “Cammina lentamente, o vita, ché io ti veda/ con tutta la mancanza che mi circonda./Quanto ti ho dimenticata/ nella tua pienezza, cercandomi e cercandoti.”(Adesso, in esilio p. 18),  così come quello linguistico: “Non patria, né esilio le parole,/ ma passione del bianco/ nel descrivere i fiori del mandorlo”. La disillusione si fa così totalizzante da divenire una costante fonte di tormento che nemmeno la scrittura, riversandosi sulle pagine, può tentare di cancellare. I fiori di mandorlo evocati dalle  parole restano allora “deboli come un pensiero fugace/ che spunta sulle nostre dita/ e che scriviamo invano…/ Densi come un verso/ che le lettere non possono dire”. Non di rado la silloge si anima del soffio effimero di una gioia inattesa: “È l’estate dell’autunno…come una vacanza/ fuori stagione, un foro nel tempo”, un fruscio trattenuto, oppure frenato dal risvolto di una rassegnata consapevolezza. Attimi fugaci che pure lasciano un segno profondo nell’interiore, mentre le stagioni della vita proseguono indisturbate il loro corso: “Quando una rosa appassisce,/ la primavera non si sente in obbligo di piangere”…
Dobbiamo all’ampia attività di traduzione di Chirine Haidar un confronto prezioso e aggiornato anche nel nostro paese con la poesia araba moderna. Con Mahmu Darwish (Al-Birweh 1941 – Houston 2008) ci propone una delle voci più rappresentative della Palestina degli ultimi anni. In questa raccolta la riflessione su una dolorosa condizione storica, da sempre al centro della sua poetica, si salda nella scrittura con un’abilità versificatoria che diviene sempre più privata e intima, dischiudendo un io lirico che filtra la storia attraverso le proprie esperienze biografiche. Caricandosi in itinere di una memoria storica in cui, con tono sommesso e malinconico, l’opera poetica e la vicenda umana che la generano si spiegano e si compenetrano tra loro. Un equilibrio che appare miracoloso per l’armonia che suggerisce e la naturalezza con cui si propone.

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