Foglie d'erba

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Una raccolta di liriche eterogenee che ha il sapore del poema omogeneo, concepite per celebrare la storia eroica, l'identità degli Stati Uniti d'America ("Questi Stati sono il più ampio poema/ Qui non v'è solo una nazione, ma una bulicante nazione di nazioni"), i personaggi che questa storia e questa identità le hanno costruite, come George Washington o Abramo Lincoln ("O Capitano! O mio Capitano! Sorgi, odi le campane/ Sorgi, per te è issata la bandiera, per te squillano le trombe/ Per te fiori e ghirlande legate con i nastri/ Per te nere le rive/ Perché te invoca la ondosa folla, volgendo il volto ansiosi/ Ecco, o Capitano, o diletto padre/ Con il braccio ti sostengo il capo/ Non è che un sogno che, sopra il ponte/ Tu sei caduto, freddo, morto"), per encomiare la stagione democratica ("Tuona e avanza, Democrazia! Colpisci con il tuo vindice pugno!"), ma anche per esplorare la sfera personale dell'autore e delle persone che si è trovato a incontrare, a vedere, persino soltanto a immaginare ("Volete cercare molto lontano? Infine tornerete per certo/ Trovando il meglio, o l'equivalente del meglio, in quanto vi è più familiare").
Infatuate della modernità e della tecnologia ma anche profondamente umaniste, innamorate della fragilità umana, le poesie di Walt Whitman sono costruite - anche e soprattutto stilisticamente, con il ricorso ad asimmetrie e vicinanze alla prosa che ne fanno un precursore - grazie a un lavoro certosino, da amanuense ("Io credo che una foglia d'erba non sia meno di una giornata di lavoro compiuta dagli astri"), che ha preso tutta una vita. Volumetto autoprodotto di 94 pagine nel 1855, Foglie d'erba diventa una raccolta più articolata - in 350 pagine, per l'esattezza - nel 1856 e nel 1860 (quando le pagine passano a quasi 500), alla terza edizione riveduta e corretta. Nel 1866 ancora una revisione per la quarta versione del libro, ulteriormente arricchita nel 1870, e nel 1876 arriva un'edizione speciale per il centenario della Dichiarazione d'Indipendenza degli Stati Uniti. La storia della settima (1881) e ottava edizione (1892, ma datata 1891) del libro si tinge addirittura di giallo, perché si tratta di due versioni sostanzialmente identiche, solo che la prima fu ritirata temporaneamente dal commercio a causa di un provvedimento di censura dopo un'accusa di oscenità. Quella del 1891 è detta anche - con macabro humour bibliofilo - 'edizione del letto di morte', perché pare corretta da Whitman morente in persona, ed è quella sulla quale si basa il volume della Einaudi. La sua natura di work in progress fa di Foglie d'erba lo specchio fedele dei vari periodi della vita personale, ideologica e artistica del suo autore e del suo Paese. Whitman credeva sinceramente di poter portare la poesia alla gente comune, anzi, credeva di essere riuscito nell'intento e si arrogava il ruolo di poeta americano per eccellenza, di cantore 'ufficiale' dell'anima culturale e popolare della sua terra. "A volte, un po' per scherzo un po' sul serio", spiega Enzo Giachino, "Whitman chiamava Foglie d'erba 'i 365', quasi una nuova Bibbia, in grado di offrire un testo adatto a ogni evenienza, per ogni giorno dell'anno. (...) Il libro era stato composto per lanciare un messaggio ed egli desiderava essere coniderato un profeta, una guida morale, più che un semplice poeta". Una pretesa che ha attirato su di lui l'antipatia e la feroce reazione di generazioni intere di letterati e artisti, che probabilmente era per larghi versi non giustificata dalla realtà, ma che ha fatto di lui (e di questo complesso, emozionante poema) un punto di riferimento essenziale nella definizione dell'identità di una letteratura americana, di uno spirito americano. I riferimenti sparsi qua e là da Whitman a una sessualità libera da vincoli morali o di genere e la sua quasi accertata omosessualità inoltre lo hanno reso un mito della comunità gay, che lo considera un eroico pionere dell'outing.

 

 

 

 
 
 
 
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