Ho camminato nel mondo con l’anima aperta

Ho camminato nel mondo con l’anima aperta

L’inconsolabile rovello di una vocazione sessuale lesbica repressa nei reconditi ambiti dell’inconfessabile: “Sola nel mio letto/ col mio corpo nemico/ chiusa nella mia stanza/ sola con la mia paura e con la mia speranza.” e insieme l’ossessione di un’inappagante condizione di lavoro da operaia: Chiedo a mia Madre/ delle camicie per cambiare/ tre quattro otto, una ogni ora/ e ancora non basta/ a tamponare il nostro sudore/ a cancellare il nostro dolore/ non basta. Per un po’ di fresco/ è la pelle che dovremmo strappare/ nell’inferno dell’officina.” Tra le due rive la vita trova rifugio nella lacerante e corrosiva discesa verticale dei versi: la produzione poetica appare come un fiume carsico che scivola con sofferenza lungo il sottosuolo, un fluido tormentoso che scorre come una falda sotterranea, ma che alla fine è destinato a riemergere alla luce con una prorompente carica di risentimento: “Il mio desiderio era questo; diventare come l’aria/ Passare fra i tuoi capelli, costruire anelli d’argento/ Attorno ai tuoi fianchi, dissetare le tue labbra/ Con la mia essenza”. Ma poiché risulterebbe inutile invocare consenso, non resta che sopprimere il flusso palpitante dei sensi alla ricerca di un varco possibile e rinunciare a spingersi più in là di ogni aspetto consolatorio, per braccare la vita laddove sia ancora possibile riallacciarsi in rapporto simbiotico con essa…

Cominciava davvero a farsi vergognosa la mancata reperibilità nelle librerie italiane di una raccolta poetica di Nella Nobili, nata a Bologna nel 1926 e morta suicida a Parigi nel 1985, letta e amata in Francia – nonostante la velenosa stroncatura che le venne inferta da Simone de Beauvoir che lei molto ammirava e alla quale aveva spedito il suo primo libro di poesie in francese – ma quasi ormai obliata nel nostro Paese. A noi lettori corre dunque l’obbligo di sottolineare la meritevole operazione condotta in porto dalla casa editrice Solferino. Ad essa rivolgiamo dunque un applauso incondizionato per aver individuato un vuoto che andava ormai colmato. E per essere corsa ai ripari raccogliendo nel primo volume della sua collana di poesia questi versi, appartenenti al periodo italiano e a quello francese, che costituiscono una vera e propria summa poetica e autobiografica della Nobili. La presente antologia, curata e prefata da un intenso saggio introduttivo da Marzia Grazia Calandrone, è davvero un piccolo gioiello adatto a far conoscere al pubblico nostrano la tormentata parabola esistenziale di una poetessa vessata da condizioni di vita non facili, dalle vicende della guerra alla vita in fabbrica fin dall’età di dieci anni e soprattutto alla sofferta condizione omosessuale, culminate nel suicidio. E soprattutto a rendere conto delle innegabili capacità espressive di una poetica tesa a far coincidere le urgenze del cuore e gli impulsi della carne con il disagio della consistenza precaria di ciò che si insegue.



0

Pubblicità

 

Pubblicità

 

 

 
 
 
 

Potrebbero piacerti anche

Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER