I nostri poeti

I nostri poeti

Si apre il libro come fosse la porta di una galleria d’arte e dinanzi ai nostri occhi le pagine divengono come sale espositive di una galleria personale, libera e imprevedibile. Perché tale è l’evento poetico che si manifesta a chi vuole e quando vuole, nella forma che vuole e nel contesto storico-ambientale che la evoca. Perché non esiste un linguaggio comune della poesia civile, ma tanti linguaggi quanti sono i poeti e le contraddizioni di cui è fatto il mondo: da quello diretto e aggressivo di Pier Paolo Pasolini a quello educato e pacifista di Aldo Capitini e Danilo Dolci; da quello consolatorio di Franco Fortini a quello rinunciatario e arrendevole di Amelia Rosselli e Maria Ortese; da quello del distaccato e silenzioso di Mario Luzi a quello conservatore e compassato di Eugenio Montale; da quello disperata di Giorgio Caproni a quello esortativa di Umberto Saba; da quella ironico di Giacomo Noventa a quello agitato di Patrizia Cavalli; da quello dichiaratamente pubblico di Alfonso Gatto a quello intimo e privato di Attilio Bertolucci solo per citare i linguaggi di alcuni dei numerosi autori dei testi posti in visione. Un lungo percorso ideato in un composito alternarsi di accenti e toni, ritmi e temi apparentemente lontani, ma sostanzialmente legati dal filo di un comune risvolto etico e civile, che posa il proprio occhio critico sulle trasformazioni sociali del nostro Paese…

I poeti hanno sempre meno voce negli affari politici e culturali del nostro Paese. Tuttavia si allargano i filtri della critica letteraria che li vaglia e li raggruppa in linee e generazioni. Proprio come questa antologia essenziale che è appena stata pubblicata dalle Edizioni dell’asino per la curatela di Stefano Guerriero, dedicata al tema della poesia civile italiana della seconda metà del secolo scorso. Nonostante il filo conduttore scelto, il curatore della raccolta assembla componimenti e autori in maniera deliberata e arbitraria, senza alcuna pretesa di fornire al lettore un rigoroso catasto o un quadro esaustivo del fenomeno. I testi selezionati da Guerriero non mettono in rilievo l’attivismo di un movimento collettivo, la declinazione di una forma di appartenenza comune che poggia sulla natura stessa della rivendicazione di un sentire politico comune; ma lo stimolo della ricerca individuale di un percorso civile frammentato in alcuni rivoli di un lungo flusso storico, caratterizzato da una serie di influenze sociali, mutazioni culturali e germinazioni formali incomparabili tra loro. Ma non per questo inefficace nel porre al lettore alcune domande fondamentali sulle ragioni della poesia civile, riflettendo sul suo fine o addirittura sulla sua fine. Un’antologia riuscita, che è insieme memoria letteraria e flusso di coscienza.



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